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.: Martedì 9 febbraio 2010
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Dicembre 2009 verrà ricordato non solo come un mese invernale di quelli in "vecchio stampo", ma soprattutto come una parentesi invernale eccezionalmente fredda su gran parte dell'Europa. Durante la seconda decade di Dicembre anche la Lombardia è stata coinvolta in un'ondata di gelo intensa e relativamente breve, che si è conclusa in una tradizionale nevicata che ha paralizzato le nostre città a pochi giorni dalle feste di Natale. Questo articolo ripercorre tutte le fasi di questa "storica" fase dell'inverno: una descrizione dell'evoluzione a scala continentale introduce ad alcuni approfondimenti a carattere regionale, con particolare riferimento agli episodi più intensi di gelo e di maltempo.
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L'ondata di gelo del Dicembre 2009 - 2ª parte
L'ondata di gelo del Dicembre 2009 - 3ª parte
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Ricostruzione di un "rientro" di aria fredda da Est molto didattico: quello del 27 Maggio 2009. Si parte dalla situazione sinottica inquadrata con modelli a scala europea e si scende sempre più nell'analisi a mesoscala. Infine l'interesse si concentra sul caso del Lecchese meridionale, abbandonando le carte e passando alle fotografie e ricostruzioni digitali del fenomeno, che meglio si adattano alla visione di dettaglio.
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Vediamo quali sono i fattori che influenzano il movimento dei sistemi supercellulari.
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Il giorno 25 aprile la situazione sinottica in Europa vede la presenza di un'alta pressione ben strutturata sull'Europa orientale, con due centri depressionari sui suoi bordi orientali (Ucraina e Moldavia) e occidentale (Atlantico). Un fronte associato alla depressione atlantica si avvicina alla Spagna ed una debole onda africana si avvicina all'Italia (fig. 1).
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Analisi di un temporale mesociclonico che ha colpito duramente alcuni paesi tra Bergamasco, Milanese e Lodigiano nel corso di un evoluzione tipica di dry-line (linea secca). Protagonista principale: la grandine, caduta con dimensioni assolutamente inusuali per il mese di Aprile.
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Questo articolo, nato dalla stretta collaborazione di due appassionati di meteorologia (un Pedemontano ed un Pavese), descrive nei dettagli la fase più tipicamente "continentale" dell'inverno 2008/09. La Pianura Padana è infatti tornata "la protagonista" di uno scenario dei tempi passati, quando in seguito all'abbondante nevicata dell'Epifania, il gelo si è fatto sentire in modo pungente per diversi giorni. Il succedersi degli eventi non ha costituito nulla di eccezionale, ma ha offerto alcuni interessanti spunti sulla diversità dei nostri microclimi. Nel ripercorrere questa prima decade dell'anno, comprenderemo perchè le stesse zone che hanno goduto di una maggiore nevosità sono divenute "le più efficienti produttrici" di freddo.
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La prima decade di Gennaio 2009: Pianura Padana protagonista - 2a parte
La prima decade di Gennaio 2009: Pianura Padana protagonista - 3a parte
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Nella tarda serata del Natale 2008 un'intensa irruzione da Est ha riportato in poche ore un clima prettamente invernale, dopo una parentesi mite e piovosa. Mentre gran parte della Lombardia era sferzata da forti raffiche di vento, la neve si è invece concentrata lungo tutta la Fascia Pedemontana. Prendendo spunto da questo evento, ho approfondito la dinamica delle irruzioni orientali sulla Pianura Padana ed in particolare quelle condizioni che inducono lo sviluppo e la retrogressione di un fronte freddo in pieno inverno, nonchè l'azione di sbarramento orografico indotta dalla particolare conformazione del nostro Territorio.
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La neve ha visitato per la quarta volta nella stagione 2008-2009 una buona parte delle zone pianeggianti della Lombardia. La nevicata si è spinta addirittura oltre le aspettative degli esperti, imbiancando anche un "corridoio" della nostra Regione che avrebbe dovuto trovarsi invece sotto la pioggia. L'evento si è presentato in condizioni di "temperatura al limite" offrendo numerosi spunti didattici sia nell'aspetto climatologico che previsionale.
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Le prime tre nevicate della stagione autunno-inverno 2008/2009 sono state precoci e caratterizzate da condizioni particolari, tanto da risultare eemplari di tre diversi modi in cui l'evento può verificarsi. Le analizziamo commentando le cartine esclusive degli accumuli ricavate dai dati della rete CML.
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In questo breve articolo ho approfondito la distribuzione della piovosità nella provincia di Brescia in occasione della più signficativa ondata di maltempo dell'autunno 2008.
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