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Commento al mese di Febbraio 2006 – Parte 1 di 2 : Le temperature   Inserito il› 01/03/2006
Aggiornato il› 01/03/2006

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Il mese di Febbraio 2006 è stato caratterizzato dal punto di vista termico da condizioni medie nella norma, ma come risultante di valori MAX freddi e peculiarmente invernali e valori MIN che dopo una prima parte del mese ancora gelida si sono portate progressivamente in territorio positivo grazie alla preponderanze di giornata con forte nuvolosità rispetto a quelle serene.   

 

**La prima decade del mese ci ha fatto vivere alcuni giorni con valori diurni decisamente miti (gg.1-4), quando era ancora viva la fase sciroccale di fine Gennaio.  In tale frangente le MAX si sono spinte molto vicino o di poco oltre i 15°C.   Ricordiamo infatti nell’area metropolitana Via Arbe (14,8°C), nel Comasco -- Cantù (15,9°C) e Caslino d’Erba (14,7°C), nel Varesotto -- Cunardo (16,2°C) e Somma Lombardo (15,2°C), nel Lecchese -- Casletto di Rogeno (16,1°C), nel Ticino – Massagno (14,9°C), ed infine nel vicino Piemonte Borgomanero (14,8°C). Tali temperature sono restate, poi, i valori più elevati di Febbraio fino a fine mese.
In seguito il protendersi dell’HP atlantico verso il N-Europa ha fatto affluire aria artica verso le Alpi e l’Italia ed il clima è tornato ad assumere caratteristiche invernali, mai abbandonate anche in precedenza almeno nei valori MIN.   Ecco, quindi, il rovescio della medaglia di Febbraio, secondo il detto popolare “Corto ed Amaro”, con notevoli punte di gelo tra i gg.6-10 (per MI-S.Leonardo i valori MIN chiudono al 3°posto nella hit-parade delle decadi più fredde).   Ricordiamo qui i valori di gelo più significativi di alcune località: nel Milanese >> Rescaldina e Barlassina con –6,9°C; nel Pavese >> Ottobiano con –7,7°C;  nel Lecchese >> Barzio con –7,7°C; nel Comasco >> Como (Torbiere del Bassone) con –8,4°C, Olgiate Comasco con –7,8°; nel Varesotto >> Cunardo con –8,7°C; nella Bergamasca >> Ponte Giurino con –7,5°C; nel Bresciano >> Ghedi con –6,7°C; nel Cremonese >> Capergnanica con –7,1°C; in Valtellina >> Passo dello Stelvio(2757m) con –20,2°C, Bormio con –7,6°C ed Andalo Valtellino con –6,2°C ed infine la vicina Piacenza con –7,0°C.  Per l’area metropolitana citiamo i –4,3°C della zona Corvetto ed i –4,5C del Q.re S.Leonardo.

 

**La seconda decade si è aperta all’insegna dell’anticiclone, ma poi la fase decisamente invernale ha subito una netta cesura a causa del prevalere del flusso zonale, apportatore di aria meno fredda e marcatamente umida di origine N-atlantica.    Le T.Medie e MIN sono risultate, così, pienamente nella media del periodo, un po’ meno i valori MAX che hanno fatto registrare valori inferiori di 2°C rispetto a quelli normali.    Si sono toccate ancora alcune interessanti punte di gelo tra i gg.11-13; eccone brevemente le punte estreme: Barlassina (MI) con-5,6°C, Spessa Po(PV) con –5,0°C, Barzio(LC) con –6,5°C, Meride(Ticino) con –5,4°C, Carimate(CO) con –6,9°C, Cunardo(VA) con –8,0°C, Ponte Giurino(BG) con –7,4°C, Capergnanica e Spino d’Adda(CR) con –5,3°C, Bormio(SO) con –10,1°C ed infine la piemontese Borgomanero con –5,1°C.     Nei giorni successivi la fase meteorologica ha alternato passaggi perturbati con MIN positive e MAX decisamente contenute (tra 4/6°C), ad intervalli di variabilità con MIN leggermente negative (tra –2/0°C) e MAX meno invernali (tra 6/8°C).   Da ricordare la moderata corrente meridionale (di natura sciroccale) che ha accompagnato il passaggio frontale del g.19-20 con valori MAX, serotini fino a 9-10°C.
 
**Chiudiamo questo excursus con la terza decade anch’essa conclusasi con valori medi nella norma.  La figura principe di questa decade è stata il VP polare. La traslazione (split) di uno dei suoi comparti più attivi sull’Europa ha riproposto a più intervalli il passaggio di corpi nuvolosi, alimentati da aria artico-marittima. La nuvolosità spesso intensa e le precipitazioni hanno quindi segnato l’andamento termico della decade, che quindi si è dipanata sulla falsa riga di quella precedente, cioè con MAX fredde e con MIN decisamente miti (per S.Leonardo valori MIN al 5°posto nella hit-parade delle decadi più tiepide).

 

**Analizziamo, ora, dal punto di vista statistico le serie storiche relative all’andamento termico del mese di Febbraio in tre località lombarde:

 

1) La stazione di Varese - CGP ha fatto registrare una temperatura media mensile di 3,9°C contro una media sull’intera serie storica (1967-2006) di 4,2°C (differenza  –0,3°C).
Statisticamente si evidenzia una leggerissimo trend all’aumento della temperatura di +0,20°C ogni 10 anni. Questa tendenza al riscaldamento della temperatura media mensile è piuttosto evidente anche dal grafico della media mobile (su base 5), rappresentata dalla linea nera in grassetto.  La fase calda, che ha preso il via negli anni 90, sta però spegnendosi almeno parzialmente in questi ultimi anni, che sebbene non siano stati particolarmente freddi, hanno fatto registrare dal 2002 al 2006 valori inferiori alla media quarantennale. Altra evidenza del grafico della stazione di Varese è l’intercorrere di una periodicità di 10-15anni tra una fase calda/fredda e quella successiva.
 
Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione normale o gaussiana, riscontriamo che tutti valori di picco hanno soltanto una modesta importanza dal punto di vista del tempo di ritorno.
 
Il Febbraio più freddo 0,9°C  nel 1986  àtempo di ritorno ~20 anni
Il 2°Febbraio più freddo 1,4°C  nel 1979 àtempo di ritorno 10 anni
Una significatività piuttosto ridotta si mantiene anche per le annate più tiepide, per esemplificare inseriamo il tempo di ritorno delFebbraio più mite 7,3°C nel 1990 e 1998 àtempo di ritorno 15 anni

 

 

 
2) La stazione di Milano-S.Leonardo ha fatto registrare una temperatura media mensile di 3,90°C contro una media sull’intera serie storica (1984-2006) di 4,61°C (differenza –0,71°C).
Statisticamente si evidenzia una trend all’aumento della temperatura di +0,94°C ogni 10 anni.   Questa recente tendenza al riscaldamento della temperatura media mensile negli ultimi 25anni è innegabile ed evidente, ma sembra vieppiù sfumare anche in questa località nel corso degli anni 2000.   Infatti, la media mobile (su base 5), rappresentata dalla linea nera in grassetto, torna progressivamente a collocarsi intorno ai valori medi mensili e per di più le ultime quattro annate hanno fatto registrare valori inferiori o al più di poco superiori alla media venticinquennale.   Queste ultime due considerazioni le ritroviamo parimenti anche per la stazione di Varese-CGP.   Difficile scorgere una periodicità nell’andamento termico del mese a causa della relativa brevità della serie storica.
Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione normale o gaussiana, riscontriamo che solo un valore ha una certa significatività dal punto di vista del tempo di ritorno.
 
Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione normale o gaussiana, riscontriamo che tutti valori di picco hanno soltanto una modesta importanza dal punto di vista del tempo di ritorno.
Il Febbraio più freddo 0,72°C  nel 1991 àtempo di ritorno ~20 anni
Il 2°Febbraio più freddo 0,96°C  nel 1986 àtempo di ritorno 15 anni
Una significatività che diviene ancor più ridotta per le annate più tiepide, per esemplificare inseriamo il tempo di ritorno del
Febbraio più mite 7,59°C nel 1998 àtempo di ritorno 7 anni

 

 

 
3) La stazione di Spessa (PV) ha fatto registrare una temperatura media mensile di 2,94°C contro un valore medio sull’intera serie storica (1986-2005) di 4,27°C (differenza –1,33°C).
Il discorso statistico fin qui impostato per le due stazioni precedenti è valido anche per Spessa-(PV).  Statisticamente si evidenzia una trend all’aumento della temperatura di +0,34°C ogni 10 anni. Questa tendenza al riscaldamento della temperatura media mensile ha vissuto una fase di picco alla fine degli anni 90 ed ora sembra, come nelle precedenti stazioni, esaurirsi progressivamente. Infatti, se guardiamo alla media mobile (su base 5), rappresentata dalla linea verde in grassetto, notiamo che essa torna progressivamente a collocarsi al di sotto dei valori medi mensili e quindi non porta acqua al mulino di un’eventuale ipotesi di una significatività della tendenza al riscaldamento della temperatura media mensile.
Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione normale o gaussiana, riscontriamo che solo un valore ha una certa importanza dal punto di vista del tempo di ritorno.
 
Il Febbraio più freddo –1,04°C  nel 1991 àtempo di ritorno 75 anni
La significatività dal punto di vista tempo di ritorno diviene invece più che modesta per
Il 2° Febbraio più freddo 0,90°C nel 1986 àtempo di ritorno 9 anni
Il Febbraio più mite 7,50°C  nel 1990 àtempo di ritorno 8 anni

 

 
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