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Commento al mese di Aprile 2006 – Parte 2 di 2 : Le precipitazioni   Inserito il› 01/05/2006
Aggiornato il› 01/05/2006

Aprile 2006 è stato caratterizzato da prp irregolari sul territorio regionale lombardo. Il regime barico è stato in media debolmente ciclonico, ma il N-Italia, se si esclude la parentesi anticiclonica a cavallo tra seconda e terza decade, non si è mai venuto a trovare sotto la decisa influenza di una figura barica particolare.

** La 1ª decade è stata caratterizzata almeno all’inizio da una debole presenza anticiclonica, che dall’Islanda si spingeva fino al Mediterraneo, con prevalenza di sole e breve episodio di föhn nella giornata del 3. In seguito l’HP si è ritirato verso il Golfo di Biscaglia, lasciando le nostre regioni in un lago di pressioni livellate. Si generavano frequenti ingressi di aria fresca adriatica (Mx.Raf. 40,2Km/h - g.6) e passaggi di corpi nuvolosi non particolarmente attivi. L’unica onda ciclonica di una certa rilevanza era costituita da un moderato FF, transitato a fine decade. Questo manifestava maggior energia a ridosso di Prealpi e fascia pedemontana Ovest, leggi Varesotto, Ticino, Brianza, Comasco, Lecchese e Bassa Valtellina, ove gli accumuli risultavano superiori a 50mm con picco nel Varesotto (Varese 90mm e Cuveglio 95mm).

**La 2ª decade è nata sotto il segno del föhn. Questo vento catabatico, comunque, si è presentato sempre in modo irregolare e senza raffiche di particolare violenza anche su Lombardia Ovest, che risulta maggiormente esposta alle correnti settentrionali (Mi S.Leonardo à Mx.Raf. 45,1Km/h - g.11). Durante il weekend pasquale si aveva la formazione di una LP sui mari italiani con passaggio di un debole corpo nuvoloso sulla Lombardia, questo era l’ultimo episodio di una fase caratterizzata da un’estrema variabilità primaverile. In seguito lo scenario meteorologico del N-Italia sarà influenzato sempre più dall’HP atlantico, anche se l’instabilità residua, facente capo ad un area ciclonica sui Balcani, si manterrà su rilievi prealpini ed Appennino Pavese fino a fine decade.

**La 3ª decade ha avuto risvolti quasi estivi almeno fino al 25 Aprile, quando ha iniziato ad incrinarsi il dominio dell’alta pressione su regione alpina e N-Italia. L’indebolimento dell’HP favoriva la formazione di una LP sulla parte peninsulare dell’Italia con richiamo di correnti fresche dal settore NORD. L’instabilità tornava gradualmente ad interessare la nostra regione con fenomeni, che prediligevano il settore prealpino e l’alta pianura centro-orientale (Bresciano, Bergamasca Est, Brianza lecchese e comasca). Il flusso instabile in un primo tempo da NE, ruotava sul finire della decade a NW, favorendo la discesa di un fronte temporalesco. Il passaggio di questo impulso perturbato (gg.29-30) è ricordato per il forte evento grandinigeno nell’area Vercellese, avvenuto al transito dell’ultima linea temporalesca nella serata del g.30. Episodi di grandine, ben più modesti, si registravano anche in svariate altre località della regione.

 

**Analizziamo, ora, statisticamente le serie storiche per il mese di Aprile in tre stazioni lombarde:

 

1) La stazione di Varese-CGP ha fatto registrare un accumulo mensile di pioggia pari a 148,7mm contro una media sull’intera serie storica (1965-2006) di 145,5mm (bilancio +3,2mm à 102% della prp media mensile).

Le precipitazioni mensili mostrano una tendenza all’aumento. Statisticamente si evidenzia una crescita pari a +14,9mm ogni 10 anni. Questa tendenza non è per nulla significativa ed, infatti, come evidenziato dalla media mobile su base 5, rappresentata dalla linea nera in grassetto, dopo il picco a cavallo degli anni 1980-1990 la piovosità torna a collocarsi attorno ai valori medi. Dal tracciato si intravede a fatica una periodicità delle precipitazioni all’incirca trentennale con due minimi negli anni 1970 e negli anni 2000 ed un massimo all’inizio degli anni 1990.

Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione logaritmica, riscontriamo che almeno quattro dati hanno un tempo di ritorno ragguardevole. Evidenziamo, qui, la significatività solo dei due valori di picco:

L’Aprile più piovoso 533,2mm nel 1989 à tempo di ritorno 1200 anni

Il 2°Aprile più piovoso 493,4mm nel 1986 à tempo di ritorno 800 anni

Ma ricordiamo che la piovosità delle annate 1998 e 2000 con più di 300mm risulta avere un tempo di ritorno dell’ordine dei 100anni.

 

 

2) La stazione di Milano-S.Leonardo ha fatto registrare un accumulo mensile di pioggia pari a 72,6mm contro una media sull’intera serie storica (1979-2006) di 102,3mm (bilancio –29,7mm à 71% della prp media mensile).

Le prp mensili mostrano una lieve tendenza all’incremento. Statisticamente si evidenzia un crescita di +5,1mm ogni 10 anni. Questa tendenza come per Varese, non è in alcun modo significativa dal punto di vista statistico. Ciò è evidenziato molto chiaramente dalla media mobile su base 5, rappresentata dalla linea nera in grassetto, che presenta un andamento del tutto speculare rispetto alla stazione prealpina. Anche per Milano si intravede una periodicità all’incirca trentennale.

Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione logaritmica, riscontriamo che solo i valori di picco hanno una buona significatività dal punto di vista del tempo di ritorno.

L’Aprile più piovoso 345,2mm nel 1989 à tempo di ritorno 450-500 anni

Il 2°Aprile più piovoso 219,8mm nel 1990 à tempo di ritorno 65-70 anni

 

 

3) La stazione di Spessa (PV) ha fatto registrare un accumulo mensile pari a 42,4mm contro una media sull’intera serie storica (1987-2006) di 85,4mm (bilancio –43,0mm = 50% della prp media mensile). Segnaliamo subito che il mese di Aprile contrariamente alla media-alta pianura e fascia prealpina, risulta essere il più piovoso sulla Bassa Padana (area da Alessandrino a Mantovano), per cui il deficit idrico accumulato potrebbe rivelarsi di cruciale importanza durante l’estate.

Le prp mensili mostrano una netta tendenza alla riduzione. Statisticamente si evidenzia una diminuzione pari a –29,5mm ogni 10 anni. A Spessa è evidente il trend all’insegna della riduzione delle prp. La media mobile su base 5, rappresentata dalla linea verde in grassetto, si colloca da almeno 10 anni al di sotto del valore medio. Tutto ciò, però, potrebbe essere indotto solo dalla brevità della serie storica, dato che nel periodo indagato l’andamento della media mobile ricalca in tutto e per tutto quello di Milano e Varese.

Per Spessa non è possibile riscontrare alcuna periodicità nell’andamento delle precipitazioni, anche se ipotizziamo pure per quest’area una periodicità trentennale.

Se analizziamo la serie storica dei valori in base ad una loro distribuzione logaritmica, riscontriamo che solo i valori di picco ha una buona significatività dal punto di vista del tempo di ritorno.

L’Aprile più piovoso 197,0mm nel 1989 à tempo di ritorno 100 anni

Il 2°Aprile più piovoso 176,0mm nel 1990 à tempo di ritorno 60-65 anni

 

 

Un discorso a parte lo merita la neve che in tutte e tre le stazioni non ha fatto registrare alcun accumulo. Aprile resta comunque l’ultimo mese con presenza di neve sull’area pedemontana e sulla pianura lombarda.
 

·         A Varese l’accumulo medio mensile è di 0,6cm (serie storica 1968-2006). Solo tre annate su trentanove (8%) hanno registrato accumuli nevosi. Gli accumuli mensili sono da attribuirsi alle annate del 1991 (15cm il g.17), del 1986 (8cm il g.12) e del 2003 (0,5cm).

·         A Milano l’accumulo medio mensile è di 0,1cm (serie storica 1979-2006). Solo in una delle ventotto annate (4%) si sono registrati accumuli nevosi. Si tratta di 2,5cm, caduti nell’episodio perturbato del 17 Aprile 1991.

·         A Spessa l’accumulo medio mensile è di 0,1cm (serie storica 1987-2006). Solo in una delle venti annate (5%) si sono registrati accumuli nevosi. Anche in questo caso si deve risalire al 17 Aprile 1991 (1cm).

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