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La Supercella del 30 Agosto 2007 nel Bergamasco e Bresciano   Inserito il› 22/09/2007 10.34.30
Il giorno 30 Agosto 2007 vede l'approssimarsi al Nord-Italia di una debole saccatura atlantica, inserita in un contesto di correnti umide occidentali che da più giorni andavano ad interessare Spagna, Francia e Italia Settentrionale, creando i presupposti per un cospicuo serbatoio di energia in particolar modo sulla Pianura Padana. A livello generale la saccatura non è ben strutturata nè al suolo nè in quota, in quanto vengono a mancare sia un apporto di aria fredda al suo seguito sia un minimo al suolo ben delineato. Si tratta, quindi, a prima vista, di un passaggio temporalesco del tutto normale e privo di eccessi.


Fonte: www.meteoliguria.it


Fonte: www.meteoliguria.it

Tuttavia, in questa circostanza entra in scena un fattore spesso determinante durante la stagione estiva per la genesi di episodi temporaleschi importanti: la jet-stream. Nonostante, come detto, la saccatura non assuma una corposità degna di nota, essa permette lo scorrimento (con direttrice WSW-ENE) sul Nord-Italia di un flusso di venti in quota relativamente intensi, che vanno a incrementare progressivamente la divergenza alle alte quote instabilizzando l'atmosfera.


Fonte: www.meteoliguria.it

La mancanza, quindi, di un gradiente termico verticale degno di nota non va a compromettere la possibilità di convezione anche intensa, in quanto essa tende a svilupparsi per lo più per cause dinamiche. Considerando il poderoso apporto energetico che da qualche giorno stava interessando la Pianura Padana, le probabilità di fenomeni violenti all'ingresso della saccatura risultano via via crescenti.


Fonte: www.meteoliguria.it

L'ingresso del "core" della jet-stream è previsto per la tarda nottata di Giovedì 30 Agosto. Analizzando il radiosondaggio di Milano-Linate delle ore 00z dello stesso giorno si nota come l'atmosfera risulti particolarmente instabile e ricca di energia, seppur non a livelli eclatanti dato anche l'orario notturno. Con un setup di base di questo tipo a volte per scatenare la convezione basta anche un piccolo incremento di vorticità e divergenza in quota: questo è ciò che si è verificato in questo caso.



Dalla mappa della pressione al suolo si nota la presenza di un modesto minimo barico in corrispondenza della Liguria, il quale permette un lieve richiamo alle quote medio-basse dai quadranti meridionali su buona parte della Pianura Padana. Sull'alta pianura, in particolare, la componente direzionale dei venti assume una traiettoria E/SE--> W/NW: questo fatto non fa altro che incentivare lo shear anche alle quote medio-basse, mentre abbiamo visto in precedenza come a quote più elevate esso fosse già accentuato dalla jet-stream. Insomma, pur in assenza di un richiamo particolarmente evidente a livello del suolo, buona parte della colonna atmosferica è propensa allo sviluppo di fenomeni supercellulari, caratterizzati quindi da rotazione.


Fonte: www.meteoliguria.it


In tarda nottata parte la convezione sul Piemonte. Si vanno a sviluppare alcune celle temporalesche in movimento da Ovest a Est, con intensità tuttavia non trascendentale. Ma verso l'alba tutto il sistema va ad intensificarsi, complice sicuramente anche la comparsa del Sole che va a incrementare l'apporto energetico già di per sè presente.


Fonte: www.meteolecco.it

Il sistema temporalesco, una volta abbordata la Lombardia, si intensifica notevolmente. Al radar si nota la presenza contemporanea di più nuclei precipitativi.


Fonte: www.meteolecco.it

Una volta superato Milano, il sistema temporalesco evolve rapidamente in Supercella: si genera un nucleo precipitativo corposo e a sè stante, con valori a fondoscala. Da questo momento compaiono i primi segnali di rotazione all'interno del temporale. Dalla seguente immagine satellitare nel campo dell'infrarosso si nota come il temporale vada a generarsi proprio in corrispondenza dell'area interessata in quelle ore dal getto in quota, il quale "impatta" sul suo lato posteriore accentuando notevolmente la divergenza in alta quota e stimolando i processi di convezione all'interno della cella temporalesca.


Fonte: http://www.eumetsat.int/

Alle ore 7.45 la cella si avvicina alla pianura bergamasca. In questi istanti viene avvistato un funnel cloud decisamente robusto in zona Trezzo D'adda. Questa è una sua fotografia (appositamente contrastata per rendere più semplice l'individuazione del cono).

La foto è stata scattata dal forumista Luca Buscani, di Melzo.



Si tratta della testimonianza visiva della rotazione ormai instauratasi all'interno del temporale che da questo momento in avanti percorrerà decine di chilometri senza mai perdere potenza!

Alle ore 8 in punto la supercella raggiunge l'intensità massima nei pressi di Dalmine, in provincia di Bergamo. In questi istanti, infatti, si nota come dal radar si evidenzi distintamente il nocciolo a fondoscala con una forte differenza di riflettività in pochissimi chilometri. Si passa infatti dal viola all'azzurro in soli due pixel! Il che sta a significare la presenza di updraft potentissimi associati a downdraft di particolare violenza, preceduti spesso e volentieri da shelf cloud estremamente basse e turbolente. In questi istanti, in effetti, la violenza del temporale raggiunge livelli esorbitanti: pioggia torrenziale va ad associarsi a grandine e soprattutto vento, che raggiunge e supera i 100 km/h con raffiche anche prossime ai 200 km/h. I danni che si registrano nelle zone colpite sono, per certi versi, incredibili (come vedremo più avanti).

Ecco lo scatto radar delle ore 8.00:


Fonte: www.meteolecco.it

Il temporale si sposta velocemente verso Est lasciando dietro di sè una striscia di danni ingenti. Una volta superato Bergamo, si mantiene ben attivo per molto tempo, come testimoniano le seguenti immagini radar;
 

Fonte: www.meteolecco.it


I connotati supercellulari sono palesi ed estremamente didattici, ben distinguibili sia al radar che al satellite:

1) presenza di un nucleo precipitativo isolato e autorigenerante, con livelli di riflettività sempre a fondoscala
2) movimento che non segue la level guide a 500hPa, con uno spostamento leggermente spostato verso destra di 20/30°
3) caratteristica forma a "fagiolo", ben individuabile dal satellite
4) presenza di flanking line che segue il temporale




Fonte: http://www.lamma.rete.toscana.it/

Tutti questi fattori portano a sostenere che all'interno del temporale la rotazione sia molto evidente, e che le probabilità di tornado siano concrete. Analizzando gli scatti radar corrispondenti al momento nel quale la cella colpisce il bergamasco non si notano echi ad uncino chiari e definiti, anche se si intravedono vari "tentativi" di una loro formazione.
Ma se guardiamo lo scatto radar delle ore 8.50 (quando il temporale stava ormai dirigendosi verso il Lago d'Iseo) appare ai nostri occhi qualcosa di incredibile: una BWER poderosa, associata ad un eco ad uncino chiarissimo e ben delineato. La distribuzione delle precipitazioni nel nocciolo del temporale assume in questi istanti dei connotati tipici da Supercelle tornadiche, nelle quali l'hook echo si manifesta per almeno 10 minuti "rincorrendo" il core precipitativo del temporale. Questa dinamica nel 90% dei casi sta a significare la presenza di un tornado al suolo; in questo caso, tuttavia, non sono giunte segnalazioni che indichino la visione di un cono discendente dalla base del temporale; le uniche notizie riguardano i danni, che anche nell'area in questione sono stati notevoli.


Fonte: www.meteolecco.it


La Supercella, ormai matura, continua il suo veloce spostamento verso Est andando poi a colpire il Lago di Garda e successivamente il Veneto. Ricordo che il sistema temporalesco si è generato sul Piemonte circa 5 ore prima !

Nel frattempo sulla Pianura Padana centro-orientale vanno a generarsi altre celle temporalesche, alcune delle quali anch'esse con caratteristiche supercellulari. La seguente immagine nel canale del vapore acqueo scattata alle ore 10.00 mostra chiaramente i numerosi focolai temporaleschi. L'aspetto più curioso e didattico, comunque, è rappresentato ancora una volta dalla jet-stream (identificabile da quella "striscia" più scura che attraversa da S/W a N/E il Nord-Italia) che impatta con il suo ramo più intenso proprio la supercella lombarda ormai in allontanamento. Jet-stream che va ad esaltare l'intensità della stessa cella che mostra un'overshooting top evidentissima per la colorazione bianco brillante che la distingue dal colore uniforme che caratterizza le altre incudini temporalesche. Questo fattore non è altro che un'altra testimonianza dell'elevata importanza (spesso determinante) che assumono le correnti in quota in fatto di temporali estivi.


Fonte: http://www.eumetsat.int/


Come accennato in precedenza, i danni maggiori provocati dal temporale si sono registrati in alcuni comuni del bergamasco e nella zona del Lago d'Iseo. A tal proposito, ecco un articolo che riassume il tutto (redatto il giorno 30 Agosto, fonte: www.corriere.it)



     Maltempo in Lombardia: danni e feriti E-mail

Sei contusi non gravi nel Bergamasco, colpito da una tromba d'aria. Fulmine colpisce un distributore di benzina e provoca un'esplosione
 

MILANO - Pesante ondata di maltempo sulla Lombardia, con danni e alcuni feriti. Questa mattina un violento temporale ha colpito la zona del lago d'Iseo e della Franciacorta: pioggia, grandine e vento forte hanno fatto cadere decine di alberi e danneggiato negozi, bar, abitazioni nei dintorni di Iseo, Sale Marasino e Sulzano. A Clusane d'Iseo il vento ha scoperchiato il tetto della scuola elementare, e, secondo i vigili del fuoco, decine di tetti hanno subìto danni. Strappati ombrelloni e tende nei campeggi e nei lidi balneari. La perturbazione si è poi spostata sul lago di Garda. Anche l'area delle Torbiere del Sebino, riserva naturale dove tutte le specie vegetali e animali godono della massima tutela, ha subìto danni alla vegetazione, alcuni alberi sono caduti. Impegnate quasi tutte le squadre dei vigili del fuoco della provincia di Brescia e i carabinieri.

ALLAGAMENTI - Anche i tecnici comunali dei vari centri del Sebino e la protezione civile della Provincia sono intervenuti per controllare i danni provocati dal fortunale abbattutosi sul lago d'Iseo. La Protezione civile sta lavorando per riportar la situazione alla normalità, coordinandosi con le altre realtà del soccorso che operano in diversi punti del lago. Alcune aree della vecchia provinciale 510, la rivierasca che da Iseo porta a Pisogne, sono state chiuse perché invase dall'acqua. In particolare è ancora interdetta al transito una parte di 510 a causa della caduta di due alberi e di un palo per le trasmissioni telefoniche a Sulzano, dove il vento ha scoperchiato una scuola. Sul posto vigili del fuoco e due pattuglie della polizia stradale che stanno deviando il traffico, già particolarmente intenso sul tratto in variante della 510.
 
BERGAMO - Cinque persone sono state soccorse nel Bergamasco a causa di una tromba d'aria che ha colpito tra le 8 e le 9 alcuni centri della Bassa e della Val Cavallina. Le condizioni dei feriti non sono giudicate preoccupanti. Per circa un'ora i centralini del pronto intervento di Bergamo sono stati presi d'assalto; i sanitari hanno potenziato in via preventiva la disponibilità dei mezzi per soccorrere eventuali altri feriti. Al lavoro i vigili del fuoco e la protezione civile. Danni gravi nella zona in cui si è verificata la tromba d'aria, a Dalmine, Treviolo, Bonate Sotto, Grassobbio, Filago e in alcuni comuni della Val Cavallina, in particolare Trescore Balneario e Sarnico. Dopo un'ora di tregua, alle 10.45 è ricominciato a diluviare anche in città.

ESPLOSIONE - Case scoperchiate, alberi sradicati e un'esplosione dovuta probabilmente a un fulmine. È pesante il bilancio della tromba d'aria che si è abbattuta nel Bergamasco. La situazione più grave nei comuni di Filago, Madone e Bonate Sotto, dove alcune persone in via precauzionale sono state invitate a lasciare le loro case, dopo che alcuni alberi di alto fusto si sono abbattuti sui tetti danneggiandoli. Probabilmente a causa di un fulmine c'è stata un'esplosione in un distributore Tamoil in via Grumello a Bergamo, nei pressi della circonvallazione. La madre dei due gestori è rimasta ferita, pare in maniera non grave, dopo lo scoppio delle vetrate. La donna è stata portata al pronto soccorso con un'ambulanza. I pompieri hanno messo in sicurezza l'area.

 
TRAFFICO IN TILT - Non si contano gli alberi abbattuti dalla furia del vento; tante le auto danneggiate e traffico in tilt, soprattutto nella zona della Bassa Bergamasca e della Val Cavallina. Una violenta grandinata ha provocato danni ad abitazioni e autovetture nel centro di Filago. Gli agenti della polizia stradale di Bergamo hanno ridotto la carreggiata lungo un tratto della strada statale 42 del Tonale, invasa dall'acqua. Alcuni incidenti stradali nella zona dell'Isola, tra cui il ribaltamento di un mezzo pesante senza gravi conseguenze per il conducente.
 
TREZZO D'ADDA - Vento fortissimo e raffiche, con un violento scroscio di pioggia, hanno scoperchiato case e cascine a Trezzo d'Adda. Danneggiato anche un deposito dell'Atm, il tetto è andato completamente distrutto. Sul posto una decina di mezzi dei vigili del fuoco per ripristinare strade allagate o su cui sono cadute piante, per asciugare scantinati o rimuovere cornicioni pericolanti. Nella notte a Senago un fulmine è caduto su una condotta di gas provocando un inizio di incendio, domato in pochi minuti.
 
COLDIRETTI - «Il maltempo ha provocato danni gravissimi nelle campagne dove sono state scoperchiate serre e stalle, allagate cascine, sradicati alberi, abbattuti campi di granoturco e distrutte coltivazioni soprattutto orticole nel bergamasco, milanese e in altre zone della Lombardia». È quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti sui danni causati dalla perturbazione di stamane. La Coldiretti sta verificando la situazione nelle diverse aree colpite per portare assistenza con il bilancio dei danni, destinato ad aggravarsi per l'estendersi dell'ondata di maltempo.

 

Partiamo dalla zona di Trezzo d'Adda: è quì che sussistono le maggiori probabilità che a provocare i danni sia stato un Tornado piuttosto che un downburst. Il funnel cloud avvistato da Melzo e Vimodrone "cadeva" in corrispondenza di Trezzo e quindi è lecito aspettarsi che il funnel stesso abbia potuto toccare terra con una probabilità quantomeno buona. Ma la totale assenza di segnalazioni visive sul posto, nonchè di fotografie di danni che vadano a sostenere in modo inconfutabile questa tesi, porta comunque a mantenere il beneficio del dubbio sull'effettiva causa dei danni.
A tal proposito, le immagini radar non ci vengono in aiuto perchè in quegli istanti non mostrano segnali particolari che permettano di ritenere sicura la presenza di un vortice attivo sulla zona. Il discorso invece è ben diverso per ciò che riguarda gli altri paesi della provincia di Bergamo, quali Dalmine, Treviolo, Madone, Filago, Bonate Sotto. In quest'area una serie di fattori ci portano a considerare che la causa dei danni sia stato un potentissimo wet downburst.  
I motivi essenziali sono:

1) presenza di raffiche di vento provenienti dalla medesima direzione, prevalentemente da Ovest verso Est
2) i detriti (quali alberi, pali e vari oggetti) sono stati lanciati, di conseguenza, tutti nella stessa direzione, in accordo con il punto precedente.
3) il momento clou è durato per almeno 5 minuti (durante un tornado dura qualche istante o a massimo una trentina di secondi)
4) i danni maggiori si sono avuti in contemporanea con il verificarsi delle precipitazioni più intense (in caso di Tornado i danni si registrano in assoluta assenza di precipitazioni, che di solito precedono il vortice)
5) i danni sono distribuiti su un'area decisamente ampia (in caso di tornado il tutto si riduce ad una "striscia" di distruzione ben delineata corrispondente al touch-down del vortice)
6) dal radar non si evidenziano hook-echo particolari, tali da giustificare la presenza di un eventuale tornado che abbia potuto provocare i danni, poi effettivamente registrati.

Ecco una serie di fotografie che evidenziano i danni nell'area in questione (autore: forumista Johnnyecla)


















Nella seguente foto appaiono eloquenti i tentaativi di funnel cloud del temporale:



Ecco altre fotografie dei danni:







Altre immagini:


Autore: Andrea Pellegatta - www.arboricoltura.info


Autore: Andrea Pellegatta - www.arboricoltura.info



Autore: Marco Colombo


Per riassumere il discorso riguardante i danni ecco un'ultima mappa che ci fornisce ulteriori unformazioni che ci permettono di chiudere sempre di più il cerchio "a favore" dell'ipotesi downburst (si nota la presenza di danni provocati da venti divergenti e non convergenti come si registrano nei Tornado).

" vettore rosso : direzione e verso di spianatura delle piantagioni di Mais o della vegetazione, alberi ecc.
linea gialla : il percorso in mezzo ai campi da me eseguito con la bici oggi pomeriggio
linea blu : linea dove il mais appare "solo" trinciato senza un verso ben preciso
tratteggiata viola : Linea lungo la quale avrebbe viaggiato l'ipotetico "cono" o funnel..."



Analizzando brevemente l'immagine radar delle 8.05 si nota la presenza del nocciolo di precipitazione preceduto, sul suo bordo orientale, da un'assoluta assenza di riflettività radar nell'ordine dei colori verde e giallo.


Fonte: www.meteolecco.it


Ciò va ad identificare con buona probabilità la presenza di un poderoso gust-front della supercella, caratterizzato da una shelf cloud altrettanto turbolenta e minacciosa che è andata a colpire senza alcun preavviso i paesi prima menzionati. Questa supposizione coincide con alcune dichiarazioni di persone del posto che hanno definito il temporale come un evento decisamente veloce ed improvviso, che non ha permesso nessun tipo di precauzione data la sua velocità di arrivo.
Ad eccezione di Trezzo d'Adda, quindi, si può affermare che l'area di pianura intorno a Bergamo non sia stata interessata da tornado bensì da un incredibile wet-downburst, caratterizzato da raffiche di vento ben oltre i 100 km/h con punte prossime ai 200km/h!

Passando, invece, ai danni registrati nei pressi del Lago d'Iseo, l'individuazione della causa dei danni risulta più complicata, ma decisamente orientata all'ipotesi tornado. Purtroppo non ci sono immagini o fotografie che riguardano la zona in questione, sappiamo soltanto dello scoperchiamento di numerose case ed edifici pubblici; tuttavia, l'immagine radar, mostrata poco sopra in questo articolo, evidenzia in modo chiarissimo la presenza di eco ad uncino estremamente delineato e robusto.  Considerando anche il fatto che lo stesso hook-echo ha "inseguito" il nocciolo di precipitazioni per almeno 10/15 minuti, sarei portato ad affermare che con buona probabilità in quegli istanti si sia verificato un fenomeno vorticoso, seppur di debole entità.   Questa conclusione prende le mosse anche dalla presenza di danni notevoli ma non eccessivi.
E' bene cmq lasciare sempre il beneficio del dubbio anche in questo caso, data la totale assenza di fotografie che mostrano la struttura temporalesca in questione.


Alle ore 10 circa ritroviamo il temporale ormai nei pressi del Lago di Garda.


Fonte: www.landi.ch

Rimane intatto il nocciolo principale anche se vanno via via scomparendo i segnali di una evidente rotazione all'interno del sistema, quantomeno visionando solamente le immagini del radar.
Da li a poco si andrà a generare una seconda Supercella, questa volta più a Sud (nei pressi di Verona) la quale intorno alle 10.30 arriverà a mostrare un eco ad uncino pazzesco, degno delle migliori celle americane! Ma anche in quel caso, non giungerà nessuna foto riguardante la struttura del temporale che senza dubbio avrà assunto fattezze favolose.

Attraverso la cartine microclimatiche del CML abbiamo l'opportunità di mostrare la traiettoria dei nuclei temporaleschi che durante quella mattinata hanno colpito la Lombardia. La Supercella in questione è rappresentata dalla linea rossa.






Il temporale qui analizzato rientra nella tipologia "Supercella Classica", caratterizzata da potentissimi downdraft con associati wet-downburst, seppur rapidi come velocità di spostamento. Un aspetto notevole è rappresentato dai chilometri percorsi dal temporale, che si è generato nei pressi di Novara per poi giungere fino al Friuli Venezia Giulia! Si tratta di un aspetto tipico per questo genere di fenomeni, che tuttavia raramente si verificano da noi.


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