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L'irruzione artica del 19-21 Marzo 2007   Inserito il› 21/03/2007 13.25.46
Come un gol in zona Cesarini a tempo ormai scaduto, arriva la stoccata di una stagione Invernale per molti mai iniziata, ma che tutti sono concordi a definire come la più calda o tra le più calde, da quando si hanno registrazioni strumentali specie per quanto riguarda l'Italia e gran parte del vecchio continente.
Oppure, pensando che la stagione Invernale ci sia stata, si potrebbe affermare, "ecco a stagione primaverile ormai inoltrata, arrivare il classico colpo di coda invernale".
Un'irruzione di aria artica, generata da un poderoso scambio meridiano, il quale ha portato freddo e maltempo su gran parte della penisola.
 
Non è poi un caso che dopo il piattume meteorologico che persisteva ormai da mesi, sia giunta una svolta legata ad uno scambio meridiano, in quanto questa sarebbe stata la logica conseguenza di ciò che finora avevamo vissuto.

Ovvero abbiamo assistito al regno del flusso zonale con alta pressione, tempo stabile e masse di aria mite in moto lungo i paralleli a latitudini dell'Europa centro-meridionale. Solo più a nord si faceva sentire a tratti l'azione del vortice polare, convogliante masse d'aria fredda ed instabile.
Il continuo accumularsi di 2 masse d'aria completamente opposte per natura doveva risolversi in un riequilibrio dell'energia, dopo lo squilibrio prodottosi durante la stagione invernale per opera delle 2 figure bariche contendenti.
Questo riequilibrio poteva avvenire solo con uno scambio lungo i meridiani ed originando un'irruzione di aria fredda di origine artica fin nel cuore del Mediterraneo.

Sapere però dove la colata fredda si sarebbe diretta era impresa assai ardua. Infatti, a causa della complessa orografia del nostro territorio lo scostamento di qualche centinaio di Km verso Ovest o verso Est dell'impulso freddo, avrebbe condotto ad evoluzioni molto differenti.
In questo caso l'aria fredda è in parte penetrata nel Mediterraneo dalla porta del Rodano, in parte ha valicato l'arco Alpino, determinando un'ombra pluviometrica sull'estremo NW Italiano, compresa parte della regione lombarda.
 
Analizzando la situazione a livello regionale, il peggioramento è avvenuto in 2 fasi ben distinte.
 
La prima nel corso della notte di lunedì con il passaggio del fronte caldo da NW, il quale ha prodotto precipitazioni lungo l'arco alpino ed i settori più settentrionali della Lombardia, con quota neve in deciso calo dalla mattinata di Lunedì per l'ingresso dell'avanguardia dell'aria artica.
 
La seconda è avvenuta a partire da Lunedì sera, al seguito dell'approssimarsi e del transito del fronte freddo al suolo. Il violento contrasto termico ha, infatti, generato un profondo minimo barico di circa 980 hpa tra il Basso Piemonte e la Riviera ligure di ponente con conseguente occlusione del fronte freddo e fase con precipitazioni anche tra il Basso Piemonte e la Riviera dei Fiori.
Il minimo si è poi lentamente spostato verso est, tra lo Spezzino e le coste della Toscana, andando a generare precipitazioni sulla parte meridionale della Lombardia, che sono risultate nevose fino al piano nel Vogherese grazie alla notevole profondità del minimo -- maggior richiamo di aria fredda, ed a precipitazioni più persistenti che hanno velocemente rovesciato al suolo quest'aria fredda in ingresso alle quote superiori.
 
 
Nel corso della giornata di martedì le precipitazioni hanno insistito sopratutto su Cremonese e Mantovano oltre che in Emilia, proprio a  causa del movimento verso sud-est del  minimo ligure. In tal caso le precipitazioni sono risultate nevose fino al piano solo a tratti, mentre sono prevalse le precipitazioni di pioggia mista a neve.
Non è stata interessata da precipitazioni, tutta la fascia dall'alta pianura verso le Alpi, in quanto il moto del minimo ha inibito l'innesco di correnti meridionali in grado di apportare precipitazioni nelle zone soggette a stau da sud che hanno come limite meridionale proprio l'alta Pianura.
Inoltre lo spostamento del vortice verso le coste Tirreniche ha di fatto tagliato fuori la parte Est della regione da una eventuale ritornante nel corso della serata di Martedì.
 
 
Un discorso a parte va invece fatto per l'ingresso del föhn. 
Quest'ultimo si è presentato in ritardo su gran parte della regione, proprio a causa dell'occlusione del fronte freddo, generata dal profondo minimo, formatosi nella serata di lunedì.
Tale occlusione ha ritardato l'ingresso delle correnti da Nord,  fino a che il minimo non si è mosso verso Sud-est.   E ciò è intervenuto solo dalla serata di martedì.
 
 
Fino ad allora, il föhn è rimasto confinato alla regione del Cusio (vedi Borgomanero), al Varesotto, parte del Comasco ed alla Valchiavenna, marginalmente interessate dal moto ciclonico delle correnti in quota, indotte dall'occlusione avente perno sull'alto Tirreno.
I venti da nord, hanno successivamente fatto il loro ingresso su gran parte della regione, nel corso della notte di mercoledì 21, persistendo nel corso di tutta la giornata con raffiche tra 30 e 50 km/h.
 
 
In conclusione, abbiamo assistito ad un evento tutt'altro che eccezionale come invece  molti mass-media vogliono farci credere, semmai il tratto dell'eccezionalità lo possiamo ritrovare solamente nei valori di pressione al suolo, registrati nellla giornata di Martedì, compresi tra 980 e 983 hpa su gran parte della regione.
 
Tali valori non si registravano ormai da circa 15 anni, mentre le nevicate fino al piano non rientrano nei canoni dell'evento eccezionale, qualora si verifichino tra la seconda e la terza decade di Marzo.
 
Nemmeno nel campo termico abbiamo registrato valori eccezionali.
Per quanto riguarda i valori diurni, complice il föhn e la nuvolosità non si sono registrati valori record; per quanto riguarda le minime, i valori più bassi sono stati registrati nella valle del Ticino (Vizzola Ticino -5.6°C il 22 marzo).
 
Infine mi preme sottolineare che l'evento eccezionale è un altro, ovvero la situazione di grave deficit idrico che gran parte del NW Italiano sta vivendo ormai dal Marzo 2006 salvo brevi parentesi (Agosto 2006).
E' proprio questa situazione che più ci fa temere, perchè alla lunga potrebbe arrecare problemi ben più gravi di quelli provocati da una tardiva gelata o da una nevicata fuori stagione.
 
**Whale's mouth fotografate a Ossona nel pomeriggio di Lunedì 19 Marzo (foto Andrea Bosoni )
 
**Passo del Penice (PC) bufera di neve Martedì pomeriggio con circa 30 cm al suolo. (foto mauro dassi )
 
 
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