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03/02/23, ore 18:08

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18-21 ottobre 2007: una parentesi di anticipato inverno - 3a parte   Inserito il› 18/11/2007 22.03.03
TESTIMONIANZE DELL'EVENTO
 
Nel primo pomeriggio di sabato 20 ottobre un temporale nevoso colpisce a sorpresa il bergamasco: a tale proposito espongo l'articolo dell'Eco di Bergamo che descrive il temporale a Treviglio, causa tra l'altro di un danno alla linea elettrica e blackout.
 
Eco di Bergamo 21 ottobre 2007 - pag. 27 - gentilmente riportata sul nostro forum dal collaboratore Fabio76 di Paladina (BG)
 
 
Le testimonianze, i dati e le foto fornite dai collaboratori del CML sono risultate molto utili nel ricostruire l'evento anche perchè quel pomeriggio il radar svizzero LEMA non funzionava.

A. Marioni di Brignano Gera d'Adda (BG) - consigliere e previsore del CML riporta così:
" il fenomeno si è verificato attorno alle 13 ; in mattinata c'era una notevole attività convettiva ma con virghe nevose ben visibili che non toccavano terra se non qualche goccia sparsa ... poi una schiarita ampia e temperatura che è salita ... l'arrivo di nuova aria fredda unita al riscaldamento del suolo ha permesso la formazione di un temporale con direzione NNE-SSW che è nato sopra Brignano e ha puntato Treviglio ... prima qualche goccia , poi improvvisi rovesci di pioggia e neve fino al violento rovescio nevoso che ha centrato Brignano e soprattutto Treviglio"
 
Molto significativo anche l'andamento di alcuni parametri registrati a Treviglio dalla stazione Davis VP2 (dotata di sensore per la radiazione solare) a cura del collaboratore CML R. Sonzogni.
La giornata a Treviglio non si è presentata serena e limpida come alcune località dei settori occidentali della regione in condizioni postfavoniche altrimenti la curva della radiazione solare avrebbe mostrato un andamento regolare a campana. Contrariamente si nota un irregolarità del tracciato già dal mattino che testimonia già un'attività cumuliforme con ampie schiarite e massimo radiativo verso mezzogiorno in grado di fornire un contributo energetico all'attività convettiva. Poco prima delle 13 il cielo si è coperto per effetto del temporale, poi nel pomeriggio è continuato un susseguirsi di annuvolamenti e rasserenamenti.
 
 
Andamento della radiazione solare a Treviglio 20 ottobre 2007 - Davis VP2 a cura del collaboratore CML R. Sonzogni
 
 
L'andamento termico vede un improvviso calo termico fino a raggiungere la minima di +7°C durante il temporale: la neve è riuscita eccezionalmente a raggiungere il suolo con questa elevata temperatura  grazie alla massa d'aria molto fredda in quota rovesciata verso il basso dalle forti correnti discendenti dal cumulonembo (downdraft) durante il rovescio. Al termine del temporale la temperatura è risalita con una massima verso le ore 17 che comunque non ha raggiunto i +13°C.
 
Andamento della temperatura a Treviglio 20 ottobre 2007 - Davis VP2 a cura del collaboratore CML R. Sonzogni

 
Il tracciato pluviometrico presenta uno stretto picco di rain rate di circa 20 mm/h poco dopo le ore 13: l'accumulo totale nel pluviometro è stato comunque esiguo, dell' ordine di pochi mm.
 

Tracciato pluviometrico a Treviglio 20 ottobre 2007 - Davis VP2 a cura del collaboratore CML R. Sonzogni
 
Molto interessante anche la testimonianza fotografica di B. Grillini - membro staff CML - che sabato pomeriggio si trovava nel lodigiano.
Ecco una fotografia scattata a Codogno (LO) verso le 12.40 in direzione NNW: si nota lo sviluppo di una cella temporalesca con cumulonimbus incus.
La distanza e la direzione fanno credere che  si tratti del temporale che ha colpito Brignano e Treviglio.
 
 Codongo (PC), 20 ottobre 2007 ore 12:40 - Cumulonembi verso NNW - foto gentilmente fornita da B. Grillini - CML
 
In seguito la cella temporalesca si sarebbe mossa in direzione dell'Appennino piacentino-pavese transitando ad ovest di Piacenza. Nei pressi di Somaglia (PC) si è verificato un rovescio di grandine molle con accumulo al suolo.
 
 
 Somaglia (PC), 20 ottobre 2007 ore 14.40 - accumulo di grandine molle al suolo - foto gentilmente fornita  da B. Grillini - CML
 
Grazie a queste preziose testimonianze possiamo così ricostruire l'origine e la traiettoria percorsa dal temporale.
 
20 ottobre 2007 - gli episodi temporaleschi in Lombardia- ricostruzione e rielaborazione in esclusiva per il CML di B. Grillini
 
Domenica 21 ottobre: in nottata le temperature calano vistosamente. Il cielo sereno, la bassa umidità relativa e la calma di vento permettono un buon irraggiamento con stratificazione al suolo della massa d'aria fredda. Nelle conche più riparate dalle brezze notturne, specie nei settori occidentali della regione sono comparse così le prime gelate. In alcune zone del comasco, e più diffusamente nel varesotto e nel pavese le temperature minime si sono aggirate attorno ai -2°C con punte al di sotto dei -3°C nella Valle del Ticino. Pur non avendo raggiunto valori record per il mese di ottobre (attribuibili allo scorso 1997) la gelata ottobrina è comunque rara e ci ha colti di sorpresa a conclusione di questa irruzione artica.
 
 
21 ottobre 2007 - Temperature minime in Lombardia - mappa elaborata in esclusiva per il CML da B. Grillini
 
 
Laddove invece le temperature si sono mantenute di poco sopra lo 0°C il paesaggio ha comunque assunto un aspetto invernale grazie alla deposizione di un leggero strato di brina: imbiancate così le campagne del milanese, del lodigiano e del bergamasco. In alcune zone della Pedemontana, specie in prossimità dei laghi non sono invece apparsi fenomeni di rilievo.
 
 
  21 ottobre 2007 al mattino è comparsa la brina - foto scattata dal forumista CML Fra di Vermezzo (MI)
 
CONCLUSIONI
Questa breve e intensa ondata di freddo è stata dovuta ad un'irruzione di aria artica di natura groenlandese che, mentre in una prima fase è scesa direttamente dal suo luogo originario, ha poi compiuto un lungo giro di boa dirottando attraverso l'Europa dell'Est. Infatti la spinta dell'anticiclone delle Azzorre fin sulla Scandinavia ha forzato il percorso della massa d'aria che si è quindi continentalizzata intiepidendosi nei bassi strati a contatto con vaste pianure non ancora raffeddate dalle lunghe nottate boreali. Ciò ha conferito al blocco freddo di notevole spessore una potenziale modesta instabilità, di rilievo comunque per la stagione. L'abbassamento della temperatura al suolo si è verificato grazie alla propagazione del freddo dall'alto verso il basso in seno a moti discendenti di natura favonica e convettiva. Un'irruzione fredda quindi dalla dinamica ancora autunnale alquanto differente dalle tipologie invernali, tradizionalmente legate a campi anticiclonici nei quali persiste in loco per più giorni un sottile strato di aria gelida.
 
FONTI CONSULTATE
 
Si ringraziano gli amici dello staff  e i forumisti CML che, con le loro testimonianze, i loro dati e le loro elaborazioni, hanno permesso di riscostruire l'evento meteorologico, nonchè di arricchire i contenuti di questa analisi retrospettiva.
 
 
 
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