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La serie climatica ultracentenaria di Novara (1875-2022)   Inserito il› 26/02/2023 1.27.28

Luca Dal Bello / Livio Perego

LA SERIE CLIMATICA ULTRACENTENARIA

DI NOVARA (1875 – 2022)


Vista di Novara verso la cupola di San Gaudenzio, il 4 dicembre 2020, al termine di una nevicata da 9 cm


STATO DELLA SERIE

PREMESSA

Novara ha una buona tradizione di osservazioni meteorologiche. A differenza di luoghi che possono fregiarsi di una “centennial observing station”, nella città gaudenziana si sono avvicendati diversi osservatori, i quali si sono talora sovrapposti per certi periodi.

La mia ricerca è il frutto di un lavoro di raccolta dati sistematica, durata un intero biennio, e condotta con la consultazione di numerose fonti, di seguito specificate. Ringrazio personalmente la Società Meteorologica Italiana, e in particolare il dott. Daniele Cat Berro per la gentile assistenza.

I dati sono stati tutti ordinati cronologicamente, digitalizzati su un foglio di calcolo, e sono disponibili a partire dall'anno 1875 ai giorni nostri, in modo completo dal 1 gennaio 1891.

La serie di Novara risulta significativa anche per l’area lombarda di pianura più occidentale, per le evidenti affinità topoclimatiche, e spero di fare cosa gradita nel mettere a disposizione del Centro Meteorologico Lombardo i grafici risultanti dalle elaborazioni della banca-dati in mio possesso. Nel presente contributo sono dunque riportati gli andamenti ultrasecolari di: temperature medie annue, temperature medie stagionali, precipitazioni annue, accumulo nivometrico dell’anno idrologico.

NB: A causa della differenza di altezza dei sensori degli osservatori che si sono avvicendati, la serie potrebbe contenere lievi disomogeneità nei dati puntuali di temperatura, in particolare attorno agli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Le temperature medie annue, al contrario, presentano un'evoluzione del tutto compatibile con altre serie meteoclimatiche di lungo termine, anch'esse ultrasecolari e già omogenee (Milano, Torino, Vercelli, Domodossola ecc.).

Precipitazioni e nivometria, invece, sono completamente affidabili, poiché tali parametri sono sempre stati rilevati con continuità all’interno dell’isola urbana, e sono scarsamente vincolati a differenze di altezze modeste rispetto al suolo, contrariamente a quanto accade a quote di montagna.


Il muro del favonio anticipato da una cortina di cumuli, il 4 febbraio 2020. Vista in lontananza sull'arco alpino verso NW.


OSSERVAZIONI PRECEDENTI IL 1875

A Novara, osservazioni meteorologiche primitive furono condotte già agli inizi del XIX secolo dal naturalista Giovanni Biroli, fondatore della Società Agraria del Dipartimento dell'Agogna, e dal suo “braccio destro”, il botanico Giuseppe Gautieri. I dati termopluviometrici erano funzionali all'efficientamento dell'agricoltura locale, soprattutto risicola, e venivano anche correlati con le malattie infettive, che a carattere periodico colpivano la popolazione.

I sensori erano con tutta probabilità posizionati in una balconata di palazzo Gautieri, o quantomeno nel cortile interno.

Altre osservazioni di metà XIX secolo sono saltuariamente pubblicate su vecchie stampe cittadine, ma non è semplice identificare l'origine di tali dati, rilevati forse in una zona inversionale extraurbana; è citata una freddissima minima di -14 gradi Reaumur, che corrispondono a a -17,5°C, relativi al 28 gennaio 1858. Future ricerche permetteranno di avere a disposizione dati anche di oltre 200 anni fa.

OSSERVATORIO MOSSOTTI – PALAZZO CONTESSA TORNIELLI BELLINI (1875 - 1964)

Quota sito: 154 m slm

Altezza strumenti: 17 metri (171 m slm)

Tipologia: urbana

Suolo: asfalto

Grazie alla diffusione della rete della Società Meteorologica Italiana, a partire dal 1 gennaio 1875 a Novara entrò in funzione un nuovo e più strutturato osservatorio meteorologico, nonché il primo di cui è stato possibile recuperare i dati. Fu collocato in una torretta sul lato meridionale del palazzo Contessa Tornielli Bellini (oggi adiacente all'Ospedale Maggiore e sede della Facoltà di Medicina) che all'epoca ospitava il vecchio Istituto Mossotti.

Era gestito dai presidi dell'istituto. Alle ore 8 gli addetti registravano i dati di temperatura, precipitazioni, ventilazione, stato del cielo, eventuale accumulo nevoso, annotazioni varie, tutti relativi alle 24 ore precedenti; li inviavano quotidianamente dapprima alla SMI, quindi al Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e, dal 1913, all'Ufficio Idrografico del Po – sezione di Parma, bacino idrografico di Agogna e Terdoppio.

L'osservatorio ebbe vita relativamente lunga e fu dismesso nel 1964, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati. La torretta risulta tuttora presente, ma la strumentazione è stata rimossa.


Il vecchio Osservatorio Mossotti, fondato dalla SMI, funzionò dal 1875 al 1964, presso la torretta indicata dal cerchio


OSSERVATORIO EST SESIA – PALAZZO NEGRONI (1944 – oggi)

Quota sito: 159 m slm

Altezza strumenti: 18 metri (177 m slm)

Tipologia: urbana

Suolo: pavimentazione in porfido

Il Consorzio di Irrigazione Est Sesia, che gestisce il comprensorio irriguo compreso tra Sesia e Ticino, ha istituito sulla sommità di Palazzo Negroni, sede operativa, una stazione automatica. Questa ha sostituito nel 1984 alcuni precedenti strumenti termopluviografici e anemografici manuali, che hanno funzionato dal 1944 al 1983, e che risultavano visibili fino a una decina di anni fa. L'osservatorio cittadino Est Sesia è molto utile da un punto di vista della rilevazione delle temperature, perché è posizionato in modo pressoché identico all'osservatorio Mossotti (stessa altezza dal suolo, identico grado di urbanizzazione).

Sempre Est Sesia possiede una stazione (in passato manuale, ora automatica) a Lumellogno, nei pressi della roggia Biraga, funzionante dal 1922.


Fino a pochi anni fa era visibile la strumentazione manuale (capannina di Stevenson e pluviografo) in cima a palazzo Negroni, sede di Est Sesia


OSSERVATORIO GEOFISICO TORRIONE QUARTARA

Quota sito: 146 m slm

Altezza strumenti: 4 metri (150 m slm)

Tipologia: semiurbana

Suolo: asfalto e parco di scuola

L'osservatorio geofisico del Torrione Quartara redige per la città bollettini meteorologici giornalieri, a partire dal 1992 (primo anno completo, il 1993). Presso l'ente era presente dapprima una stazione meteorologica Salmoiraghi, mentre dal 2000 la strumentazione è stata sostituita da centraline Davis.

PER GARANTIRE LA SOPRAVVIVENZA DELLA SERIE

Affinché le osservazioni possano continuare, e il lavoro di digitalizzazione dati non sia stato fine a sé stesso, ho riferito la serie climatica di Novara alla stazione automatica di Arpa Piemonte, attiva dal 2005 in via Celle Beccari, periferia orientale della città, completa di tutti i parametri (temperatura, precipitazioni, ventilazione, umidità).

Quota sito: 151 m slm

Altezza strumenti: 10 metri (161 m slm)
Tipologia: semiurbana

Suolo: parco

In caso di buchi nelle rilevazioni, mi rivolgo ai dati della centralina posta sul ponte del torrente Agogna, a ovest della città. L'accumulo nivometrico – e voglia il cielo che si possa ancora aggiornare – è da me personalmente misurato nei pressi del mio luogo di lavoro, su una tavoletta posta nel cortile interno dell'edificio. Vi è anche la possibilità di fare riferimento alle rilevazioni del collaboratore del Centro Meteorologico Lombardo, D. Oriolo, che dispone di una Davis VP2 nel quartiere Bicocca, inserita nella nostra rete.


La centralina automatica Arpa è collocata nel parco di via Celle Beccari, periferia orientale


FONTI CONSULTATE

Bullettino Mensile” e “Corrispondenza denziana”, la cui consultazione è stata gentilmente concessa della Società Meteorologica Italiana;

“Bollettino Meteorico dell'Ufficio Centrale di Meteorologia”;

Registri manoscritti originali dell'Ufficio Idrografico del Genio Civile per gli studi del bacino del Po, conservati presso l'archivio di Arpa Lombardia;

Annali idrologici” del Servizio Idrografico Italiano;

Ulteriori dati originali afferenti a: Consorzio di irrigazione Est Sesia; Osservatorio Geofisico Torrione Quartara; Banca dati climatica Arpa Piemonte


                                                                 GRAFICI





VALORI METEOCLIMATICI SIGNIFICATIVI


T media annua 1875-oggi

+13,1°

T media annua 1961-90

+13,1°

T media annua 1991-20

+14,1°

T media annua delle minime 1891-oggi

+8,8°

T media annua delle massime 1891-oggi

+17,6°

T media invernale (dic-feb) 1875-oggi

+3,1°

T media primaverile (mar-mag) 1875-oggi

+13,1°

T media estiva (giu-ago) 1875-oggi

+23,0°

T media autunnale (set-nov) 1875-oggi

+13,3°



Decennio più freddo

+12,2° (Anni 1881-90)

Decennio più caldo

+14,6° (Anni 2011-20)



Anno più freddo

+11,2° (1940)

Anno più caldo

+15,5° (2022)



Inverno più freddo

-1,1° (1946-47)

Inverno più caldo

+6,5° (2019-20)



Primavera più fredda

+10,5° (1883)

Primavera più calda

+16,1° (2007)



Estate più fredda

+21,0° (1883)

Estate più calda

+26,3° (2003)



Autunno più freddo

+10,4° (1912)

Autunno più caldo

+16,2° (2018)



Mese più freddo

-3,5° (gennaio 1947)

Mese più caldo

+27,9° (luglio 2015)



T minima assoluta

-14,5° (15 febbraio 1929)

T massima assoluta

+38,2° (11 agosto 2003)

T minima più alta

+26,3° (29 giugno 2019)

T massima più bassa

-7,1° (20 dicembre 2009)



Precipitazioni medie annue 1875-oggi

937,5 mm

Precipitazioni medie annue 1961-90

912,3 mm

Precipitazioni medie annue 1991-20

903,2 mm

Precipitazioni medie invernali 1875-oggi

166,5 mm

Precipitazioni medie primaverili 1875-oggi

280,4 mm

Precipitazioni medie estive 1875-oggi

208,5 mm

Precipitazioni medie autunnali 1875-oggi

282,1 mm



Decennio più piovoso

1039,7 mm (Anni 1891-00)

Decennio più asciutto

809,1 mm (Anni 1981-90)



Anno più piovoso

1521,4 mm (1959)

Anno più asciutto

454,4 mm (2017)



Inverno più piovoso

492,2 mm (2013-14)

Inverno più asciutto

4,6 mm (1980-81)



Primavera più piovosa

604 mm (1898)

Primavera più asciutta

13,2 mm (1997)



Estate più piovosa

626 mm (1896)

Estate più asciutta

49,6 mm (2013)



Autunno più piovoso

670,4 mm (1960)

Autunno più asciutto

29,4 mm (1983)



Mese più piovoso

421 mm (ottobre 1907)

Max prp in un giorno (fino ore 8.00)

166 mm (13 settembre 1939)



Accumulo nivometrico medio annuo 1875-oggi

28,5 cm

Accumulo nivometrico medio annuo 1961-90

28,2 cm

Accumulo nivometrico medio annuo 1991-20

16,5 cm



Decennio più nevoso

45,1 cm (Anni 1941-50)

Decennio meno nevoso

10,3 cm (Anni 2011-20)



Anno civile più nevoso

114 cm (1917)

Anno idrologico più nevoso

110 cm (1914-15)



Mese più nevoso

72 cm (febbraio 1947)

Max Hn assoluta in 24 ore

50 cm (4 febbraio 1947)

Max Hs assoluta

67 cm (16 gennaio 1985)



Ventosità media annua dal 1994

5,7 km/h

Anno più ventoso dal 1994

6,2 km/h (1995)

Giorno più ventoso dal 1994

22,7 km/h (12 marzo 2006)

Raffica massima dal 1994

78,5 km/h (5 maggio 2019)
*raffiche >100 km/h si sono abbattute durante alcuni temporali, non individuati dagli anemometri (es. 7 luglio 2021)



Tendenza ultrasecolare temperatura in 148 anni

+2,0° (forte aumento)

Tendenza ultrasecolare precipitazioni in 148 anni

-140 mm (moderato calo)

Tendenza ultrasecolare nevosità in 148 anni

-20 cm (forte calo)

Tendenza ultradecennale ventosità in 29 anni

-0,2 km/h (lieve calo) *poco significativo


LA SERIE NIVOMETRICA DAL 1875


Piazza Garibaldi sotto i 3 cm di neve farinosa del 1 marzo 2018

Visto il forte interesse che suscita la neve negli appassionati di meteorologia, dignità propria merita di avere la serie nivometrica cittadina. Per completezza e continuità, avendo esordito sin dal 1875, risulta a questo punto una delle più significative dell'Italia Settentrionale. Nelle tabelle di seguito sono riportati i valori mensili, annui (civile e idrologico) e i 5 episodi più abbondanti.


NEVE NOVARA




















ANNO GEN FEB MAR APR NOV DIC
CIV IDRO DECAD
1874 n.p. n.p. n.p. n.p. 0 20
n.p. n.p.
1875 0 65 5 0 2 0
72 90
1876 40 0 0 0 0 0
40 42
1877 0 0 5 2 0 0
7 7
1878 2 0 0 0 0 13
15 2
1879 6 2 0 0 15 3
26 21
1880 11 4 0 0 0 0
15 33
1881 25 0 0 0 0 10
35 25
1882 0 0 0 0 0 18
18 10
1883 31 0 48 0 0 1
80 97
1884 0 0 0 0 5 5
10 1
1885 19 0 0 0 0 4
23 29
1886 25 1 4 0 0 10
40 34
1887 60 1 7 0 2 2
72 78
1888 0 28 0 0 0 0
28 32
1889 22 13 4 0 0 30
69 39
1890 0 10 2 0 0 10
22 42 38,7
1891 8 0 0 0 0 0
8 18
1892 14 15 20 0 0 0
49 49
1893 40 0 0 0 0 0
40 40
1894 23 0 0 0 0 0
23 23
1895 58 12 1 0 5 0
76 71
1896 0 10 0 0 0 22
32 15
1897 3 0 0 0 0 21
24 25
1898 0 0 0 0 0 0
0 21
1899 1 0 0 0 0 16
17 1
1900 3 5 1 0 0 0
9 25 28,8
1901 0 25 0 0 0 7
32 25
1902 4 20 0 0 18 0
42 31
1903 1 8 0 0 5 10
24 27
1904 0 5 3 0 0 0
8 23
1905 48 8 0 0 0 0
56 56
1906 1 17 0 2 0 0
20 20
1907 25 6 0 0 0 0
31 31
1908 0 0 0 0 0 3
3 0
1909 0 38 17 0 0 0
55 58
1910 3 8 0 10 5 0
26 21 29,2
1911 58 10 0 9 0 0
77 82
1912 7 15 0 0 0 0
22 22
1913 17 5 0 0 0 0
22 22
1914 24 0 0 0 0 8
32 24
1915 58 44 0 0 2 0
104 110
1916 0 4 0 0 3 7
14 6
1917 70 12 10 0 0 22
114 102
1918 12 0 1 0 0 0
13 35
1919 0 1 5 0 0 0
6 6
1920 0 0 0 0 15 0
15 0 40,9
1921 0 0 0 0 0 0
0 15
1922 30 0 0 0 0 0
30 30
1923 0 0 0 0 0 0
0 0
1924 41 0 0 0 0 0
41 41
1925 0 0 0 0 0 20
20 0
1926 38 0 0 0 0 6
44 58
1927 5 13 0 0 0 9
27 24
1928 0 0 0 0 0 0
0 9
1929 5 12 0 0 0 0
17 17
1930 10 5 0 0 0 0
15 15 20,9
1931 3 5 0 0 0 0
8 8
1932 0 30 15 0 0 4
49 45
1933 55 3 0 0 0 41
99 62
1934 0 0 0 0 0 0
0 41
1935 11 18 1 0 0 67
97 30
1936 0 0 0 0 0 0
0 67
1937 23 0 0 0 0 1
24 23
1938 0 0 0 0 0 35
35 1
1939 1 0 0 0 0 0
1 36
1940 5 12 0 0 0 1
18 17 33
1941 55 27 0 0 0 0
82 83
1942 5 9 0 0 0 0
14 14
1943 20 6 0 0 1 0
27 26
1944 0 14 0 0 0 0
14 15
1945 50 0 0 0 0 0
50 50
1946 49 0 0 0 0 11
60 49
1947 15 72 0 0 2 16
105 98
1948 2 22 0 0 0 5
29 42
1949 23 0 5 0 0 13
41 33
1950 28 0 0 0 0 9
37 41 45,1
1951 9 0 0 0 0 0
9 18
1952 32 0 0 0 0 4
36 32
1953 2 1 0 0 0 0
3 7
1954 53 10 0 5 1 2
71 68
1955 6 0 0 0 0 0
6 9
1956 19 30 1 0 0 13
63 50
1957 0 2 0 0 0 5
7 15
1958 1 0 14 2 0 0
17 22
1959 0 13 0 0 0 2
15 13
1960 24 26 1 0 0 0
51 53 28,7
1961 19 0 0 0 0 5
24 19
1962 2 6 0 0 0 10
18 13
1963 7 11 0 0 0 10
28 28
1964 3 2 5 0 0 7
17 20
1965 0 0 19 0 2 12
33 26
1966 6 0 0 0 1 9
16 20
1967 0 23 0 0 0 4
27 33
1968 0 0 0 0 2 0
2 4
1969 40 23 0 0 0 5
68 65
1970 27 5 11 0 0 35
78 48 27,6
1971 0 0 3 0 0 4
7 38
1972 28 0 0 0 1 2
31 32
1973 8 0 0 0 0 0
8 11
1974 0 0 0 0 0 0
0 0
1975 0 0 0 0 7 0
7 0
1976 7 0 12 0 0 0
19 26
1977 26 0 0 0 6 16
48 26
1978 41 22 0 0 0 9
72 85
1979 19 0 7 0 0 6
32 35
1980 16 0 0 0 0 0
16 22 27,5
1981 5 0 0 0 0 44
49 5
1982 2 0 0 0 0 0
2 46
1983 0 5 0 0 0 20
25 5
1984 5 0 0 0 0 12
17 25
1985 72 0 0 0 0 0
72 84
1986 51 16 6 0 0 0
73 73
1987 57 0 0 0 0 0
57 57
1988 0 0 0 0 0 0
0 0
1989 0 0 0 0 0 0
0 0
1990 0 0 0 0 0 21
21 0 29,5
1991 0 8 0 0 0 0
8 29
1992 6 0 0 0 0 0
6 6
1993 0 0 0 0 0 0
0 0
1994 2 0 0 0 0 0
2 2
1995 10 0 1 0 0 14
25 11
1996 9 9 0 0 0 28
46 32
1997 5 0 0 0 0 8
13 33
1998 0 0 0 0 0 2
2 8
1999 0 0 0 0 0 0
0 2
2000 0 0 0 0 0 18
18 0 12,3
2001 11 5 2 0 0 1
19 36
2002 0 0 0 0 0 1
1 1
2003 0 0 0 0 0 10
10 1
2004 3 22 7 0 0 5
37 42
2005 3 5 15 0 2 8
33 28
2006 43 0 0 0 0 0
43 53
2007 0 0 0 0 0 0
0 0
2008 7 0 0 0 5 7
19 7
2009 36 13 0 0 0 24
73 61
2010 1 9 7 0 3 8
28 41 27
2011 4 0 0 0 0 0
4 15
2012 8 11 0 0 0 13
32 19
2013 3 19 2 0 0 0
24 37
2014 0 0 0 0 0 0
0 0
2015 2 8 0 0 0 0
10 10
2016 0 0 0 0 0 3
3 0
2017 1 0 0 0 0 0
1 4
2018 0 0 11 0 0 0
11 11
2019 2 4 0 0 0 1
7 6
2020 0 0 0 0 0 28
28 1 10,3
2021 0 0 0 0 0 0
0 28
2022 0 1 0 0


1 1











MEDIA 1875-2022 13,1 6,4 1,9 0,2 0,7 6,1

28,5
MEDIA 1961-1990 14,7 3,8 2,1 0 0,6 7,7

28,2
MEDIA 1991-2020 5,2 3,8 1,5 0 0,3 6

16,5






















LE 5 MAGGIORI NEVICATE: NEVE FRESCA (HN) e ALTEZZA AL SUOLO (HS)


POSIZIONE

EPISODIO (HN)

HN

1° posto

13-16/01/1985

67 cm

2° posto

17-21/02/1875

65 cm

3° posto

3-4/02/1947

50 cm

4° posto

17-19/01/1905

48 cm

5° posto

9-10/03/1883

e

13-15/12/1935

45 cm


NB. La nevicata più abbondante in termini di Hn, ovvero i 67 cm del 13-16 gennaio 1985, ha fatto registrare anche il maggior valore di Hs in città, pari a 60 cm.
Benché non presenti nella tabella, in quanto caduti in più episodi ravvicinati, altezze al suolo intorno ai 50 cm si registrarono il 9 gennaio 1887 (nevicata da 28 cm il 4-5 e nevicata da 32 cm l'8-9) e il 16 gennaio 1917 (nevicata da 30 cm l'8-9 e nevicata da 35 cm il 14-16).

Rispetto al resto del Piemonte, specie procedendo verso SW, il Novarese non spicca per una particolare nivometria. La media “storica” (1875-2022) è di 28,5 cm, condizionata da decenni che in passato sono stati molto nevosi, come gli anni Quaranta (45,1 cm) o gli anni Dieci (40,9 cm) del Novecento, e gli ultimi anni ormai caratterizzati da una costante scarsità di innevamento (solo 10,3 cm medi nel decennio 2011-20) e da una sempre maggiore incidenza di annate con pochissima o addirittura nessuna nevicata.

Le ragioni della nevosità non eccelsa del lembo più orientale del Piemonte vanno ricercate nell'esposizione ai richiami miti che risalgono la Pianura Padana attraverso il Milanese e la pedemontana lombarda, che fanno cedere in modo relativamente rapido il cuscino di aria fredda. Già solo spostandosi verso il Vercellese, la nevosità storica risulta più elevata (36 cm a Vercelli città).

Soprattutto in passato, la città gaudenziana comunque non era risparmiata da grosse nevicate, come quelle elencate in tabella, che potevano accumulare talora anche mezzo metro o più di neve fresca. In genere si trattava di episodi in cui entrava in gioco una grande quantità di aria gelida polare o continentale, che interagiva con una depressione centrata sulla Francia meridionale e il Golfo del Leone.

Ottime nevicate si sono viste anche in presenza di perturbazioni atlantiche che subentravano dopo un periodo di normale freddo invernale, anche se quasi sempre destinate a trasformarsi in pioggia a causa del progressivo raddolcimento delle temperature.

L'ultima nevicata di questa tipologia è caduta il 28 dicembre 2020 (19 cm), unico episodio che è riuscito a sconfiggere un'interminabile sequela di inverni miti e con pochissima neve.

Perché il Novarese, così come tutta la fascia di medio-alta pianura lombarda, risente più di altre zone del crollo della nevosità degli anni più recenti? In questa macroarea, solitamente, le nevicate avvengono in condizioni termiche “al limite” (quindi attorno agli 0 gradi, poco sotto o poco sopra). Avere dunque una quota di riscaldamento invernale in più, anche di un paio di gradi medi rispetto al passato, ha creato una riduzione statistica di quelli che vengono chiamati “incastri nevosi” (compresenza di colonna da neve e precipitazioni) a favore di situazioni i cui invece la neve si limita a cadere a quote magari di collina, ma non in pianura, appunto per la mancanza di freddo nei bassi strati.

Le nevicate recenti, peraltro sempre più rare, si verificano con difficoltà, creano depositi molto modesti,e durano in genere poche ore. Nelle zone dove, invece, le nevicate si manifestano sotto l'effetto diretto delle irruzioni, i pochi e abbondanti episodi che possono ancora verificarsi compensano il calo della frequenza delle irruzioni fredde. Una concausa sembrerebbe quella di avere, durante le poche occasioni nevose, minimi depressionari che vanno troppo precocemente in cut-off verso sudest, tagliando fuori dalle precipitazioni più significative le alte pianure occidentali, e talora determinando richiami inibenti da est o nordest.

Definire come e quanto questa tipologia di minimi sia collegata al cambiamento di circolazione media, avuta in tempi recenti, è ancora oggetto di studio.

CONSIDERAZIONI SULL'EVOLUZIONE DEI PARAMETRI CLIMATICI PRINCIPALI

La caratteristica principale che emerge da tutte le serie climatiche inserite nella macroarea subalpina, Novara compresa, è la tendenza pressoché raddoppiata all'aumento termico, rispetto a quella planetaria. Ogni tot anni (è capitato con il 2015, con il 2018 e, ora, in modo ancora più clamoroso con il 2022) la “asticella delle temperature” viene spostata sempre più in alto, e ciò è perfettamente riscontrabile anche nell'andamento delle singole stagioni: in estate le ondate di caldo sono sempre più tignose. L'esordio della canicola si verifica ormai in maggio, e dura quasi senza soluzione di continuità a settembre inoltrato. In inverno, da par suo, le fasi rigide sono quasi scomparse, e si limitano a periodi di pochi giorni concentrati nell'arco di tre mesi. La scarsità delle irruzioni è andata a ricadere a sua volta sulla nevosità della zona, che è stata letteralmente abbattuta anche in relazione alle medie più recenti.
In generale, è ormai quasi scontato vivere lunghi periodi di anomalia termica positiva in qualsiasi momento dell'anno, peraltro quasi sempre associata a staticità meteorologica, che davvero pochi spunti offre agli amanti del clima dinamico.

L'evoluzione termica locale, in estrema sintesi, è coerente con quelle che da tempo sono le proiezioni a larga scala dei modelli dell'IPCC, ed è difficile, considerati tutti i segnali climatici nel loro insieme, che da questa tendenza si possa “sfuggire”.

Molto più complesso è invece considerare la questione delle precipitazioni.

Se da un lato è vero che la tendenza ultrasecolare vede un moderato calo della piovosità, e un aumento dei periodi secchi in termini di frequenza (tendenza già accertata a partire dagli anni Ottanta, peraltro), la forte variabilità interannuale del parametro obbliga a mantenere prudenza nel concludere troppo velocemente che il global warming causi direttamente la siccità (o, per contraltare, le alluvioni) sull'Italia settentrionale.

Credo personalmente sia verosimile incorrere in una sorta di – si passi il termine – clima “impazzito” con periodi secchi sempre più lunghi e ostinati, alternati improvvisamente a periodi concentrati di piovosità marcata.

Una possibile causa di questo andamento a “doppia faccia” potrebbe essere la seguente: il riscaldamento globale è andato a spostare verso latitudini più elevate l'area di collocazione media della cella di Hadley. Ciò causa una maggiore ingerenza degli anticicloni, in particolare quello subtropicale continentale (in altre parole, l'HP “africana”). Questo, scaldando eccessivamente le acque del Mediterraneo, provoca maggiore evaporazione, che nei mesi autunnali aumenta l'acqua precipitabile e la forza delle piogge. Ecco perché molte delle annate recenti sono passate da condizioni di caldo anche estremo in estate, a improvvise alluvioni soprattutto nei mesi di ottobre-novembre.
Ad ogni modo, poiché è attribuire il singolo evento pluviometrico estremo (siccità o alluvione) al riscaldamento globale, al momento soffermiamoci sull'unica certezza che abbiamo, e che vediamo con i nostri occhi: i record di caldo ormai vengono aggiornati quasi annualmente.


Rovescio di grandine il 15 giugno 2020, sulle risaie di Ponzana (campagna a ovest della città).


Liquidambar in foliage all'Allea nei pressi del castello Sforzesco, durante la leggera pioggia dell'8 novembre 2021


Ideazione ed elaborazione testo Luca Dal Bello

Editing Livio Perego


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