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20 Gennaio - Spunti invernali   Inserito il› 20/01/2013 18.11.05
 
Settimana caratterizzata da spunti invernali: prima un'irruzione fredda, poi l'interferenza con aria più mite ed umida. Tempo nel complesso freddo ed instabile con qualche nevicata anche in pianura. Editoriale di Livio Perego. 
 
 
Domenica 20 gennaio 2013 - ore 20:00
 
 

Martedì 15 gennaio 2012, in serata nevicata altimetrica con buoni accumuli sopra i 400 metri ma solo neve mista a pioggia in pianura. Nella foto di sinistra l'abitato di S.Maria Hoè (Lc) a quota 380 metri intorno alla mezzanotte con accumulo di 9 cm - FOTO di Livio Perego. Immagine di destra: il peggioramento iniziato Sabato 19 Gennaio, a causa di una depressione che si è approfondita sulla Penisola Iberica dando luogo ad una tipica nevicata di raddolcimento. FONTE: www.wetterzentrale.de

 
 
 
Buona serata a tutti dallo staff CML e ben ritrovati per una nuova edizione della "Prima Pagina".

Settimana umida e a tratti nevosa quella che si conclude oggi anche se, per il mese di gennaio, gli appassionati della neve che abitano in pianura si sarebbero aspettati qualche risultato migliore. Le giornate sono state infatti caratterizzate da frequenti episodi di pioviggine o pioggia debole che solo al di sopra dei 400/500 metri si sono trasformati in belle nevicate con accumuli interessanti; al di sotto di tale quota infatti la neve è spesso caduta mista a pioggia e solo su alcune zone è riuscita ad accumulare anche al piano.

L'unica variante è stata una fase favonica tra le giornate di giovedì 17 e venerdì 18 con ingresso di aria fredda e secca che ha permesso un generale rasserenamento dei cieli lombardi ed un certo abbassamento delle temperature, soprattutto quelle minime, nella mattina di venerdì con valori anche fin verso -6°C in pianura padana, circa -10°C nel fondovalle Valtellinese e fino a -21°C a Livigno che si conferma, come quasi sempre, la località più fredda della nostra regione.

Ma scandagliamo ora più dettagliatamente il tempo della settimana che va a concludersi.

Domenica scorsa 13 gennaio nottata con deboli pioggie e pioviggini pur senza apprezzabili accumuli, in giornata cieli grigi e coperti con temperature massime intorno a 3°C/4°C; all'imbrunire un debole impulso umido in risalita dal Mar Ligure ha apportato nuove deboli pioggie con accumuli modesti nell'ordine di 4/6 mm e con neve sopra i 500/600 metri.

Lunedì 14 situazione fotocopia del giorno precedente; nella notte pioggie deboli con qualche spruzzata di neve in pianura nel Mantovano e altrove oltre i 400/500 metri di quota, pausa precipitativa nelle ore centrali e in serata nuovo debole afflusso umido con pioggie deboli e nevischio sopra i 500 metri di quota.

Martedì 15 ecco il primo episodio nevoso di un certo rilievo della settimana; mattinata con prevalenza di pioggie sparse deboli ma dal pomeriggio l'aumento delle precipitazioni ha permesso alla neve col passare delle ore di cadere fino a quote di pianura; tuttavia gli accumuli più rilevanti si sono avuti oltre i 300/400 metri di quota con punte anche di 10/12 cm e fino anche a 16/17 cm oltre i 600/700 metri. In pianura ed in generale sotto i 200 metri di quota nonostante l'alternarsi di fasi di neve e neve mista a pioggia l'accumulo nevoso è risultato nullo.

Nella prima parte della notte su mercoledì 16 le nevicate sono proseguite aumentando di qualche altro centimetro l'accumulo del giorno precedente; dopo una pausa nella mattinata nuove deboli nevicate si sono avute nel pomeriggio soprattutto sulle zone pedemontane e di alta pianura centro/orientali grazie alla ritornante del fronte occluso; nevicate spesso accompagnate da raffiche di vento dai quadranti orientali anche se alla fine si sono registrate solo leggere spolverate o spessori di soli 1/2 cm nuovi di neve. Contemporaneamente ad ovest i cieli si liberavano dalla nuvolosità per l'ingresso di aria più fredda e secca dai quadranti settentrionali, prodromo dell'ingresso del favonio nella notte successiva.

Giovedì 17 in nottata e di prima mattina nuovi episodi di nevischio senza accumulo tra Milanese occidentale e zone pedemontane di Bergamo e Brescia, accumuli più consistenti nel Mantovano con punte di 6/7 cm e di 3/4 cm sulle altre province meridionali come nel Cremonese e fuori regione su Piacentino e Alessandrino, a causa della maggiore vicinanza col minimo pressorio che si era nel frattempo andato a posizionare sul medio Adriatico. Come già anticipato intanto nelle zone occidentali correnti favoniche in discesa dalle Alpi hanno seccato l'aria e permesso un rialzo delle temperature diurne fino a 6°C/7°C. In serata i venti sono cessati ed è iniziato un rapido calo termico con le temperature vicino allo zero intorno alla mezzanotte.

Venerdì 18 finalmente una bella giornata soleggiata, l'unica della settimana soprattutto in pianura, sebbene con temperature minime rigide e diffusamente sotto lo zero all'alba; punte di -6°C in pianura padana e fino a -21°C nella gelida Livigno. In giornata grazie al soleggiamento temperature massime in rialzo fino verso 7°C/8°C ma umidità bassissima e valori di Dew Point parimenti molto bassi a indicare una colonna d'aria molto asciutta e predisposta ad un rapido raffreddamento con l'aumentare dell'umidità.

Gli appassionati meteo infatti erano già in fibrillazione in attesa dell'arrivo di una nuova perturbazione che stante le condizioni termoigrometriche di partenza - ovvero temperature piuttosto basse e soprattutto colonna d'aria molto secca - si preannunciava nevosa fino alle basse quote. La struttura sinottica di questa depressione era piuttosto complicata e vedeva inizialmente un minimo allungato sui paralleli posizionato sulla Spagna in grado di far affluire aria umida e via via più calda col suo incedere verso nord-est col passare delle ore, provocando potenzialmente buone nevicate anche in pianura seppur destinate a tramutarsi in pioggia.

La previsione si è rivelata più o meno corretta nella prima fase, ieri sabato 19 infatti già dal mattino presto il cielo si presentava molto nuvoloso e in tarda mattinata le prime pioviggini e le prime deboli nevicate si sono manifestate a partire da sud, nel pomeriggio le precipitazioni si sono estese a quasi tutta la regione - salvo in Valtellina e nel Mantovano - trasformandosi in neve leggera ed asciutta. Tuttavia l'intensità è sempre rimasta debole e gli accumuli modesti non permettendo l'accumulo soprattutto nelle città come Milano dove è abitualmente presente una forte isola di calore.
La nevicata nella seconda fase è risultata, a dispetto delle previsioni, ancora una volta legata all'altimetria con accumuli più importanti oltre i 300 metri di quota e con valori fino a 5/6 cm lasciando un po' l'amaro in bocca a chi si attendeva accumuli più corposi anche in pianura dove sostanzialmente si è avuta soltanto una spolverata di neve molto bagnata.

Tra la tarda serata di ieri e la notte di oggi, domenica 20, si è avuto il previsto passaggio di stato della precipitazione, da nevoso a piovoso, con risalita del limite della neve fin verso i 600/700 metri. Mentre stiamo scrivendo - tardo pomeriggio - le precipitazioni si sono esaurite un po' su tutti i settori salvo quelli più settentrionali, gli accumuli più interessanti si sono avuti, come detto, oltre i 600/700 metri di quota con punte anche di 15/20 cm.

E ora nei prossimi giorni cosa è lecito attendersi? la previsione risulta difficile nei suoi effetti particolari, a livello generale la sinottica a scala europea resta favorevole ad un tipo di tempo umido con prevalenza di correnti atlantiche poco ondulate ed in questo quadro non sono da escludersi nuove possibilità nevose anche in pianura sebbene difficili da localizzare nello spazio e nel tempo. Pertanto vi invitiamo a seguire i nostri bollettini meteo e le analisi sul nostro forum nonchè le situazioni più curiose e didattiche sulla nostra pagina ufficiale Facebook.

La Prima Pagina tornerà con una nuova edizione puntuale tra sette giorni.



Livio Perego - Staff CML
 
 
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