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18 Dicembre - Parentesi invernale, soprattutto in montagna   Inserito il› 18/12/2011 22.19.40
 
Il tempo diventa finalmente un po' più dinamico, grazie all'afflusso perturbato atlantico che si abbassa di latitudine. La prima neve, tanto attesa, fa per la prima volta la sua comparsa sulle Alpi. Diversi episodi perturbati interessano le Alpi; le temperature iniziano a calare, il vento dai quadranti settentrionali rinforza sui nostri mari, dando origine ad episodi di burrasca. In montagna è sicuramente tornato l'inverno! L'esaudiente editoriale del nostro Giuseppe Aceti ci riporta in un quadro meterolologico del tutto movimentato: non ci resta che auguravi una buona lettura!
 
 
Domenica 18 Dicembre - ore  07:00
 
Mercoledì 14 dicembre 2011. Cambrembo di Valleve e Monte Arete in Alta Val Brembana (BG). Il panorama sulle nostre montagne dalle quote medie, e quindi sulle Orobie, mostra finalmente il colore naturale della stagione fredda: il bianco! Foto di Gino Galizzi: www.valbrembanaweb.com  
 
Buona giornata a tutti dallo staff CML e ben ritrovati per una nuova edizione della "Prima Pagina"!
 
La seconda decade di dicembre 2011 ha continuato a mostrarci un tempo dinamico, che ha visto un alternarsi frequente episodi di pioggia al piano e neve sui monti, nebbia, vento ed un po’ di sole; e sul finire della settimana una parentesi invernale con un po’ di freddo. Non ha ancora avuto avvio quindi l’inverno da molti atteso, con freddo duraturo e magari neve anche in pianura, ma quantomeno abbiamo vissuto e stiamo vivendo un certo dinamismo e, a tratti, qualche sprazzo di “inverno”.
 
Anche l’immagine scelta per questo editoriale vuole mostrare una bella panoramica sulle nostre montagne che finalmente, anche a quote medie, mostra diffusamente un bel manto bianco, colore più consono per la stagione rispetto ai colori “brulli” delle nostre montagne mostrati fino a qualche giorni fa.
 
Vediamo comunque un po’ più in dettaglio cosa è accaduto nell’ultima settimana sul nostro territorio a livello meteorologico.
 
A livello sinottico, la settimana appena trascorsa è stata caratterizzata, col ritirarsi verso Ovest dell’anticiclone delle Azzorre, dall’abbassamento di latitudine della profonda depressione islandese (che ha raggiunto un minimo di pressione di 945 hPa), che si è portata in settimana sul Mare del Nord (tra Scozia e Norvegia). Gli annessi sistemi frontali sono quindi scesi di latitudine e, a più riprese, hanno interessato anche la nostra regione, soprattutto per via del richiamo di aria più umida da sud-ovest. I fenomeni sono stati comunque piuttosto modesti, (frequenti invece i passaggi nuvolosi) ed i maggiori accumuli sono stati registrati sulla fascia più settentrionale delle Alpi.
 
La prima perturbazione atlantica ci ha così interessato nella giornata di lunedì con fenomeni per lo più deboli, con pochi millimetri accumulati sulla nostra regione fatta eccezione per una  fascia tra bergamasco e bresciano dove si sono accumulati sino a 15-20 mm di pioggia. Questa prima perturbazione ha portato (finalmente!) anche un po’ di neve  sulle nostre montagne sin verso i 1000-1300 m, con qualche fiocco che si è spinto anche a quote più basse. Gli accumuli nevosi sono comunque stati modesti, generalmente di pochi cm, arrivando ai 15-20 solo in  Valchiavenna e sulle Orobie.
 
Martedì giorno di intervallo, con cielo sereno in montagna e nebbie diffuse al piano (con qualche gelata); mercoledì invece la vasta struttura depressionaria islandese, che a quel punto abbracciava gran parte dell’Europa centro-settentrionale, ha pilotato una nuova massa d'aria umida verso la nostra regione portando un nuovo peggioramento delle condizioni atmosferiche, con fenomeni generalmente di deboli intensità. Su nostro territorio si sono osservate per lo più delle pioviggini, con accumuli generalmente scarsi (entro pochi mm) tranne in quota dove l’effetto stau ha portato ad accumuli poco più abbondanti. La neve è caduta ancora intorno ai 1000-1300 m di quota, spingendosi più in basso nelle valli più riparate dal richiamo meridionale, con accumuli comunque modesti (entro pochi cm).
 
Giovedì nuova tregua, con nebbie diffuse al piano, mentre venerdì, sempre pilotato dalla profonda depressione islandese, il forte fronte freddo tempestoso Joachim collegato ad un profondo minimo di 965 hPa centrato sulla Germania, ha interessato la nostra regione trasportando aria più fredda nord-atlantica. Significativo il crollo della pressione che si è portata sulla nostra regione nella serata di venerdì al di sotto dei 990 hpa (dai 1013 hpa circa di 24 ore prima)! Sulla nostra regione le precipitazioni, ancora una volta, si sono limitate per lo più a pochi mm di pioggia; solo nel Sondriese e in generale in quota la precipitazione si è fatta più consistente. La neve è caduta mediamente ancora una volta attorno ai 1000-1300 m di quota, accumulando mediamente tra i 10 ed i 20 cm, ed ha fatto temporaneamente la sua comparsa fino al fondovalle valtellinese durante le precipitazioni più intense. Della perturbazione Joachim l’effetto più evidente osservato sulla nostra regione è stato il vento a seguito il passaggio della perturbazione; dalla serata di venerdì, per tutto ieri sabato e su parte della regione sino a stamane sulla nostra regione è spirato un vento forte settentrionale (con raffiche al piano attorno a 50-60 km/h) che si è presentato sottoforma di föhn segnatamente sulla fascia settentrionale ed occidentale della regione. Infine, da ieri sabato si è assistito ad un progressivo calo delle temperature, che si porteranno entro oggi attorno alle medie del periodo.
 
Il passaggio della perturbazione Joachim si è fatta sentire anche su buona parte d’Europa e d’Italia. Si sono così osservate diffuse nevicate in quota, che hanno interessato soprattutto le zone alpine confinali centro-occidentali (soprattutto in Svizzera ed in Valle d’Aosta, dove si sono misurati fino a 90 cm di neve e dove il manto bianco è sceso a quote basse imbiancando anche la città di Aosta). Per le abbondanti nevicate in territorio elvetico è stato bloccato il valico di Chiasso (CO) tra Italia e Svizzera. Ancora più rilevanti gli effetti del vento, che è risultato diffusamente forte, localmente tempestoso, con raffiche massime superiori ai 100 km/h su buona parte dell’Europa dal Regno Unito, fino a Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Austria Germania ed Italia. In Italia il vento ha spazzato tutta la penisola causando diversi disagi e provocando forti mareggiate tra Ligure e Tirreno; tra i vari fenomeni meteo osservati, “affascinate” la tromba marina osservata all’isola d’Elba.
 
E some proseguirà il tempo nella settimana che ci porterà a Natale? Dalle ultime emissioni modellistiche è probabile che, in una cornice di bel tempo, le temperature rimangano su valori invernali fin verso metà della settimana mentre successivamente i modelli ad oggi lasciano intravedere una nuova rimonta anticiclonica ed un possibile nuovo significativo aumento delle temperature, almeno in quota. Per tenervi aggiornati e per scoprire che tempo farà a Natale, vi suggeriamo di seguire l’andamento del tempo e le previsioni consultando gli aggiornamenti del nostro Bollettino di Previsione ed i vari commenti sul nostro Forum. Se poi vorrete capire se un inizio inverno così “timido” come quest’anno possa avere poi effetti sull’intera stagione fredda, vi consigliamo di consultare il nostro prezioso Atlante dei cimi e dei microclimi di Lombardia.
 
Concludiamo l’editoriale ricordando che settimana prossima, nella giornata di giovedì 22 dicembre alle 5.31, col solstizio d'inverno, terminerà il progressivo accorciarsi delle ore di luce durante il giorno; in quella giornata ad esempio a Milano il sole sorgerà alle ore 8.00 e tramonterà alle ore 16.43, con 8 ore e 42 di giorno e ben 15 ore e 18 minuti di notte! Dai giorni successivi quindi le ore di luce giornaliere lentamente aumenteranno. Ma se il giorno più corto dell’anno accade in coincidenza del solstizio d’inverno, cosa c’è di vero nel detto popolare che afferma come “la notte di Santa Lucia (13 dicembre) è la notte più lunga che ci sia?” Beh, qualcosa di vero c’è: infatti, è intorno al 13 dicembre che il giorno termina prima, col sole che tramonta più presto; già al solstizio il sole tramonta dopo rispetto al giorno di Santa Lucia (circa 3 minuti) ma la giornata risulta più corta in quanto l'alba ritarda il suo arrivo! Quindi, a conferma che “tradizione e detti popolari” hanno spesso una base di verità, possiamo “scientificamente” affermare come il 22 dicembre sia il giorno più corto dell’anno mentre il 13 dicembre sia il giorno dell’anno nel quale il sole tramonta prima!
 
Ringraziandovi come sempre per l'attenzione, vi auguriamo un buona settimana di avvicinamento al Natale.

 
 
 
Giuseppe Aceti - Staff CML
 
 
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