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7 marzo - Inizio di primavera di stampo … invernale!   Inserito il› 10/03/2011 18.34.14
 
Ultimi scampoli di inverno, caratterizzati su buona parte dell'Italia da un'irruzione di aria fredda proveniente dall'Europa dell'Est, come avrebbe dovuto fare nel pieno della stagione, che invece quest'anno si è presentata per buona parte piuttosto quiescente. Venti di bora, gelo e neve lungo i versanti adriatici, in particolare nelle Marche. La Lombardia in confronto ha assisito ad un po' di innocua "coreografia", prima di cedere il passo una volta per tutte alla bella stagione! Editoriale a cura di Giuseppe Aceti.
 
 
 
Giovedì 3 Marzo. Prealpi Orobiche, Somandenna di Zogno (800 m, BG).  Rovesci nevosi hanno interessato la scorsa settimana buona parte della Regione, portando “neve coreografica” al piano e, gia dai 300-400 m di quota, pochi cm, che sono bastati ad imbiancare il suolo regalando paesaggi tipicamente invernali, come ad esempio a basse quote delle Prealpi Orobiche. FOTO del forumista Valbrembana, www.valbrembanaweb.org
Lunedì 7 Marzo 2011 - ore  23:00
 
Buona serata a tutti dallo staff CML e ben ritrovati per una nuova edizione della "Prima Pagina"!
 
La settimana appena trascorsa, la prima della primavera meteorologica 2011 (primavera che, per convenzione meteorologica internazionale, inizia l’1 di marzo di ogni anno) è stata caratterizzata sulla nostra regione (e non solo) da tempo in prevalenza freddo, a tratti nevoso, di stampo invernale; le deboli nevicate registrate sono anzi state, per molte zone al piano ed a bassa quota, le prime dell’anno 2011.
 
Ma vediamo ora più in dettaglio cosa è accaduto negli ultimi giorni a livello meteorologico.
 
A livello sinottico, già a fine febbraio l'ingresso da NW di una saccatura nord-
atlantica andava a generare una vasta circolazione depressionaria sul Mediterraneo. Il vortice ciclonico è rimasto stazionario per alcuni giorni tra Corsica/Sardegna e le coste tirreniche, ed ha pilotato correnti orientali umide e fredde sull’Italia, interessando anche la nostra regione.
 
Altre zone dell’Italia sono così rimaste sotto un'afflusso d'umidità che è risultato significativo e che ha creato in alcune regioni disagi e danni. Si sono così registrati nubifragi tra l’1 ed il 2 Marzo tra Emilia, Marche e Abruzzo, che hanno portato all’esondazione di diversi fiumi e a diversi smottamenti costringendo all’evacuazione di alcune località; tale fase di maltempo ha purtroppo causato il decesso di 5 persone (una sesta persona è deceduta sul finire della settimana in Sicilia, raggiunta anch’essa dal maltempo). Il maltempo nelle Marche è stato realmente significativo, tanto che in alcune zone tra Ascolano, Maceratese e Fermano sono caduti in 2 giorni oltre 200 mm di precipitazioni e, in quota, sono caduti fino a oltre 3 m di neve a 1500 m! Sempre a causa dello stesso vortice depressionario, si sono avuti disagi a Trieste e sull’l'intero litorale del Friuli Venezia Giulia per la bora (che ha raggiunto a Trieste nella giornata di lunedì 1 Marzo i 176 Km/h), con gli ovvi conseguenti disagi: tetti divelti, alberi caduti, viabilità stradale e ferroviaria in parte interrotta. Infine, il vortice depressionario richiamando aria fredda da Est ha portato ad una sensibile diminuzione termica così che in Emilia mercoledì 2 Marzo è caduta abbondante la neve sino al piano un po’ ovunque, in particolare tra Cesena, Forlì e Faenza dove sono caduti oltre 20-30 cm di neve, con tutti i disagi annessi; in tale frangente è addirittura da record la nevicata che ha interessato la Repubblica collinare di San Marino. Come curiosità, infine, la neve ha fatto la sua coreografica comparsa anche a Venezia (fonte: corriere.it).
 
La nostra regione è stata influenzata più marginalmente dal vortice ciclonico sul Mediterraneo, anche se si sono osservate deboli precipitazioni tutti i giorni della settimana appena scorsa fino a venerdì. Quindi, dopo le deboli precipitazioni di lunedì 1 Marzo, martedì in serata, a seguito dell’ingresso di un veloce nucleo d’aria artica-continentale, abbiamo assistito a deboli nevicate fino al piano segnatamente su alta pianura e sulla fascia Pedemontana, con accumuli nevosi già dai 300 m di altitudine circa (accumuli comunque contenuti entro 1-2 cm). Il debole peggioramento del tempo è poi proseguito nelle giornate seguenti e fino alle prime ore di venerdì, dato che la nostra regione è stata investita da umide correnti da SE; la neve, per lo più “coreografica”, è comparsa su tutto il territorio, a tratti alternata a pioggia in pianura, ma con accumuli poco significativi. E’ proprio nella giornata di giovedì che questo primo afflusso freddo raggiunge il suo culmine sulla nostra, quando lo zero termico è sceso, nel radiosondaggio di Milano Linate delle 00, attorno ai 300 m di quota e si sono registrati –6,5 °C ad 850 hpa (circa 1500 m).
 
La fotografia scelta per questo editoriale vuole rappresentare visivamente la fase trascorsa in settimana sulla nostra regione, con le deboli nevicate fino a basse quote che hanno comunque regalato al paesaggio “contrasti di tipo invernale” (come in bassa valle sulle prealpi orobiche).
 
Venerdì poi l’ampia struttura depressionaria (goccia fredda) responsabile di questa fase di instabilità è traslata verso ponente, ponendo le basi per un graduale miglioramento del tempo. Così, fino a ieri domenica, si è assistito al rafforzamento della fascia anticiclonica sull'Europa centro – settentrionale che ha influenza anche la nostra Regione.
 
Nella giornata di domenica in particolare un afflusso settentrionale in quota ci ha regalato una giornata bella, mite e piuttosto secca; al piano le temperature diurne si sono portate sui 15-17 °C sino a sfiorare i 19 °C in bassa Valtellina. Ma è stata solo una breve parentesi. L'anticiclone europeo infatti è andato a spostarsi lentamente verso Est e dalla scorsa notte le correnti ad esso associate sono giunte con una certa “irruenza” da E sulla nostra regione, che è stata (e lo è tuttora) così interessata da una massa di aria fredda di astrazione artico-marittima. Si sono così registrati venti sostenuti per la nottata e per buona parte della giornata odierna (con raffiche sino a 40 km/h al piano) e ad un nuovo calo delle temperature; al piano infatti oggi, in peno giorno si osservavano valori tra 6 e 8 °C, in attesa delle probabili brinate delle prossime notti. Connotati climatici quindi nuovamente di stampo invernale.   

E dopo il tempo dinamico, e pressoché invernale, degli ultimi giorni, cosa ci riserva il futuro? Dalle ultime emissioni modellistiche pare che il freddo giunto oggi debba durare poco, così che già da metà settimana il tempo dovrebbe ristabilirsi ed anche le temperature dovrebbero tornare in norma. Sul medio termine poi, tornerà il tempo di stampo atlantico come alcuni modelli sembrano delineare? Beh, per scoprirlo non possiamo far altro che consigliare, come sempre, di seguire i vari commenti ed aggiornamenti sul Forum, oltre che di consultare gli aggiornamenti del nostro Bollettino di Previsione
 
Concludiamo l’editoriale con una notizia curiosa nell’imminenza, il prossimo 17 marzo, del 150° anniversario dell’Italia (tra l’altro in questo editoriale abbiamo doverosamente parlato in modo diffuso di episodi meteorologici che hanno interessato varie zone d’Italia). Ma come è cambiato il clima del nostro Paese dopo 150 anni? Attraverso alcuni studi della banca dati dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del CNR (Isac) è stato possibile ricostruire il clima dell’Italia dalla sua nascita ad oggi e si scopre così che il nostro paese ha sperimentato un continuo incremento delle temperature (fino ad arrivare ai valori massimi dei nostri anni più alti, rispetto al 1861, di 0.83°C!) ed una pressoché stazionarietà delle piogge (si assiste si ad una debole tendenza alla decrescita ma che spesso risulta sotto la significatività statistica) (fonte: 3b meteo). Stiamo a vedere se nei prossimi tempi il trend verrà confermato o se si assisterà a qualche modificazione.
 
Ringraziandovi come sempre per l'attenzione, vi auguriamo una buona settimana
 
 
Giuseppe Aceti - Staff CML
 
 
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