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Clima tipicamente novembrino, sempre molto piovoso   Inserito il› 25/11/2010 22.08.26
Il mese di Novembre 2010 è stato caratterizzato da tempo spesso perturbato ed abbondanti precipitazioni su tutta la regione. Riviviamo i giorni intorno alla metà del mese, grazie all'editoriale del nostro Matteo Dei Cas.
 
 
 
Lunedì 15 Novembre 2010 ore 12 UTC -  Un fronte semi-stazionario interessa la nostra Penisola, preceduto da intense correnti meridionali che ammassano nubi e piogge a ridosso delle Prealpi.
Questo "tipo di tempo" sembra davvero ricorrente nei weekend a partire dallo scorso Ottobre! FONTE: http://www2.wetter3.de
Martedì 16 Novembre 2010 - ore  19:00
 
Buona serata a tutti e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con la nostra Prima Pagina!
 
Ci eravamo salutati a metà della scorsa settimana, parlando di un peggioramento piuttosto significativo del tempo, con tanta pioggia e neve in montagna a quote di tutto rispetto per la stagione...e naturalmente con una flessione delle temperature, per la verità temporanea. Poi è tornato per qualche giorno a splendere finalmente il sole: il tutto in prospettiva di un nuovo impulso perturbato, atteso ancora una volta nei giorni di fine/inizio settimana.
 
Il tempo sembra quasi "essersi preso un po' gioco di noi": cielo azzurro nel corso della settimana, nubi e piogge nel Weekend. Tutto questo si ripete seguendo lo stesso copione ormai da diverse settimane: una sorta di moto armonico ondulatorio, con "pulsazioni cicloniche" (tecnicamente si parla di cavi delle Onde di Rossby) che non a caso raggiungono la nostra penisola con un periodo di sette/otto giorni, finendo quindi per apportare un peggioramento sempre concentrato tra Domenica e Lunedì. E fin tanto che l'assetto barico a scala continentale persiste seguendo questo andamento, l'inverno non sfonda ed il freddo rimane confinato alle latitudini artiche. Autunno quindi che non si lascia mancare nulla in termini di colori e dinamicità: nubi e piogge, alternate a sole e nebbie...ma finora nessuna sciabolata fredda, in Italia come nel resto dell'Europa.
 
Mercoledì scorso 10 Novembre è terminata ufficialmente la seconda significativa fase perturbata del mese: molte nubi per la verità, in un contesto alquanto instabile su tutta la Regione. Fenomeni piuttosto male organizzati con rovesci sparsi "a macchia di Leopardo" ed accumuli raramente a due cifre, distribuiti sui settori orientali pianeggianti (Mantovano e Bresciano), ma anche lungo tutta la fascia prealpina (dal Varesotto al Bergamasco). Ultime nevicate a quote basse con limite sulle Alpi sopra i 1200-1400 metri e clima invece piuttosto mite al piano, specie nei valori minimi a causa della copertura nuvolosa.
 
Il tempo è invece migliorato in modo più deciso sulla nostra Regione a partire da Giovedì 11 Novembre, grazie alla rimonta da Ovest dell'anticiclone delle Azzorre. Flusso atlantico semizonale intenso invece sul centro Europa, pilotato da una ruggente depressione di Islanda, davvero in forma smagliante. Una vera e propria tempesta di vento si è abbattuta sulle Isole Britanniche al passaggio di "Carmen", un profondo ciclone extra-tropicale che ha fatto "cadere" il barometro a valori quasi da record, con ben 955 hPa misurati tra l'Irlanda e la Scozia! Naturalmente clima mite su tutta Europa, ed in particolare sulla Russia, dove normalmente in questo periodo si cominciano ad assaporare le prime avvisaglie del Generale Inverno.
 
Tornando alle "vicende di casa nostra" vi raccontiamo della nebbia, del tutto attesa sulle pianure, visto il rasserenamento notturno ed il suolo intriso dalle abbondanti piogge. Visibilità ridotta nel Capoluogo lombardo, ma disagi alla viabilità nottetempo e al primo mattino  anche nelle strade della medio/bassa pianura, dove la coltre nebbiosa si è presentata meglio organizzata, ovvero lungo una linea immaginaria passante tra il Pavese/Lodigiano/Mantovano.Temperature minime generalmente in calo, per la verità contenuto, dato che punte minime di 2/4°C non cositutiscono nulla di eccezionale nella seconda decade di Novembre.
 
Venerdì 12 Novembre abbiamo celebrato con un solo giorno di ritardo un'estate di San Martino in piena regola, sempre grazie all'anticiclone delle Azzorre ed all'afflusso mite oceanico trasportato dalle correnti occidentali. L'aumento di pressione in quota ha provocato una risalita della temperatura, più sensibile in montagna. Mentre al passaggio della coda di "Carmen" un vento tempestoso ha flagellato anche la Svizzera, la nostra Regione è rimasta a guardare il fronte nuvoloso affacciarsi sullo spartiacque alpino. Qualche "precipitazione da sfondamento" ha interessato la Valle d'Aosta, ma con nevicate addirittura a quote superiori ai 2000 metri. Clima mite "quasi primaverile" naturalmente anche in pianura con la quasi totale assenza di nebbia e tanto sole, che ha portato le temperature pomeridiane a raggiungere in molti casi ben 13/14°C!
 
Cielo puntualmente grigio anche nell'ultimo weekend, con nubi in aumento già a partire da sabato mattina, quando un'estesa coltre di nubi basse e sterili ha invaso tutto quanto il Catino Padano, lasciando emergere le Alpi. Clima uggioso quindi in pianura e soleggiato in montagna, in un contesto ovunque ancora asciutto e piuttosto mite. Con il trascorrere delle ore però le correnti portanti si sono gradualmente orientate da SudOvest, preannunciando il declino della fase anticiclonica ed un nuovo significativo peggioramento del tempo. L'ingresso della nuova saccatura atlantica, preceduta da un rinforzo delle correnti meridionali, ha infatti apportato nel corso della giornata di Domenica 14 Novembre, una nuvolosità progressivamente più consistente  le prime pioviggini e/o pioggerelle sparse a partire dai settori centro-occidentali. La temperatura è ovviamente risultata ovunque mite: mediamente attorno ai 10°C con escursione termica irrilevante.
 
All'inizio di questa settimana il maltempo è quindi tornato ad essere il protagonista, in una delle più classiche configurazioni perturbate dell'autunno: un canale depressionario sul Mediterraneo Centro-Occidentale, stretto tra due figure anticicloniche ed alimentato da una discesa di aria fredda polare marittima attraverso la Penisola Iberica. Un quadro contraddistinto purtroppo da una lenta evoluzione e da due fasi distinte: una prima (ieri, Lunedì) in cui è prevalso un intenso richiamo umido meridionale, ed una seconda (quest'oggi, Martedì) caratterizzata dall'evoluzione di un minimo depressionario sui mari circostanti la nostra Penisola.
 
Ieri mattina le piogge si sono intensificate gradualmente nel corso della mattinata, interessando in particolare il Piemonte e la Lombardia centro-occidentale, assumendo localmente carattere di rovescio lungo canali rigeneranti ben definiti. Accumuli via via crescenti a partire dalla medio-bassa pianura verso la fascia pedemontana, grazie all'azione di sbarramento orografico. I maggiori quantitativi di pioggia nelle ventiquattro ore sono stati quindi registrati nell'alto Varesotto, Sottoceneri, Comasco e Lecchese (in media 40-50mm), ed ancora una volta nelle Orobie (fino a 70-80mm); piogge molto meno apprezzabili sulla bassa pianura orientale (in media 10-20mm), nonché sull'estremo lembo del Mantovano, che è rimasto in questa prima fase quasi del tutto asciutto. La neve, a causa dell'afflusso mite in quota, inizialmente è caduta oltre i 2000-2200 metri; ma poi in tarda serata, con l'intensificarsi delle precipitazioni, ha guadagnato quote più basse nelle località alpine più settentrionali, spingendosi ad esempio fino a 1500-1600 metri in Alta Valtellina.
 
Tempo perturbato quest'oggi su tutta la Lombardia, in modo particolare la scorsa notte, con rovesci a ripetizione e piogge insistenti un po' ovunque. Traffico in tilt questa mattina in Brianza a causa dell'ennesima esondazione del Seveso; fiume Serio nuovamente ai limiti di guardia. Tanta apprensione in Veneto, già messo in ginocchio dalle piogge alluvionali di inizio mese: a Vicenza per scopo precauzionale questa mattina sono rimaste chiuse le scuole. In queste ultime ore le precipitazioni si sono attenuate su gran parte del nostro territorio, con accumuli parziali misurati nel tardo pomeriggio sempre piuttosto elevati lungo la fascia Pedemontana (40-60 mm nel Comasco e Varesotto) ed ancora una volta sulle Orobie, a dispetto della bassa pianura orientale dove sono caduti pochi millimetri.
 
Pioggia, tanta pioggia quindi con ammontare provvisorio annuo vicino ai 2000 mm nelle aree tradizionalmente più piovose della Lombardia; ma cosa accadrà nei prossimi giorni? Rivedremo un po' di sole? Una tregua con un po' di variabilità ed ampie schiarite dovrebbe proporsi nella giornata di domani, ma il tempo sembra non avere intenzione di volgere pienamente al bello. L'assenza di una figura di alta pressione stabilizzante lascia aperte le porte dell'Atlantico, in un contesto climatico sempre piuttosto mite. Ed il freddo? Sembra ancora farsi desiderare, almeno fino alla terza decade del mese.
 
Per ora è tutto, non ci resta che auguravi un buon proseguimento della settimana. "Arrivederci" al prossimo appuntamento con la Prima Pagina.
 
 

   

Matteo Dei Cas - Staff CML
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