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Inizio d'anno scoppiettante...ma senza il botto   Inserito il› 22/01/2010 21.39.18
 
Una prima irruzione di aria fredda ha inaugurato il nuovo anno, in un contesto dinamico che però si è esaurito sulla nostra Regione senza episodi nevosi di rilievo. Un'ondata di gelo storica ha invece interessato praticamente tutta l'Europa, ma la Barriera Alpina ha egregiamente riparato il nostro territorio dall'incursione fredda: inizio d'anno quindi scoppiettante, ma senza il Botto...come lo ha definito il nostro Giuseppe Aceti!
 
 
 
  
Sabato 2 Gennaio 2010: Desenzano del Garda (BS)
Il contrasto tra l'aria umida presente sulla pianura orientale e l'ingresso dell'aria fredda in quota ha dato luogo, nonostante fosse solo Gennaio, a veri e propri sistemi temporaleschi!
Venerdì 8 Gennaio 2010 - ore 13:00
 
 
Buon pomeriggio a tutti dallo staff CML e ben ritrovati per una nuova edizione della "Prima Pagina", la prima del Nuovo anno! (cogliamo nuovamente l’occasione per augurare un sereno e meteorologicamente emozionante 2010 a tutti i lettori!)

La seconda metà di dicembre ci ha regalato emozioni e configurazioni meteorologiche tipicamente invernali su tutta la regione. Anche se in tono minore, l’inizio del 2010, ad ora, pare voglia continuare sulla stessa strada, e nei primi giorni dell’anno ci ha regalato configurazioni meteorologiche “dinamiche”: impulsi freddi, vento forte, qualche nevicata, alcune  precipitazioni, addirittura temporali, ma anche … le prime delusioni per i “meteoappassionati”. Oltre ai classici “botti” pirotecnici di Capodanno quindi, anche il tempo meteorologico sembra averci voluto regalare finora, nel nuovo anno, qualche “fuoco d’artificio”, anche se è per ora mancato il “botto” … che un po’ tutti aspettavamo.
Ma vediamo ora meglio quello che è successo nei gli ultimi giorni.
 
Dopo la nuvolosità e qualche nebbia (segnalate ancora una volta piuttosto diffusamente sulla Pedemontana) dell’ultimo giorno del 2009 e nel primo giorno del 2010, un profondo cambiamento della situazione sinottica è avvenuto già da sabato 2 gennaio quando ha cominciato a dare i suoi effetti la prima irruzione fredda del 2010. Sabato infatti freddi venti dal nord Europa sono giunti sul Nord Italia, andando ad alimentare una depressione sul Centro Italia. Gli effetti principali sulla nostra regione sono stati, oltre al progressivo calo delle temperature, il vento forte e la formazione di una linea d’instabilità.
 
Il vento forte e turbolento sotto forma di Föhn ha spazzato soprattutto la parte occidentale della nostra Regione, con raffiche che in montagna hanno superato gli 80-100 km/h (ad esempio sul Monte Cornizzolo si sono toccati i 108 km/h) mentre in pianura si sono registrate  raffiche massime diffuse fra i 60 e gli 80 km/h, con qualche punta locale anche superiore. La linea d’instabilità ha invece colpito la parte orientale della nostra regione (segnatamente mantovano e bresciano con l’annessa area Gardesana) ed è nata per il contrasto tra aria umida presente sulle pianura orientale (l'entrata della massa d'aria fredda ha infatti portato un rientro umido sulle province orientali della regione prima della spazzata ventosa) e l’ingresso dell’aria fredda  stessa, che ha dato luogo a rovesci di pioggia mista a neve e graupel arrivando localmente alla formazione di vere e proprie formazioni temporalesche, con lampi e tuoni (e locali fenomeni di grandine).
 
Domenica poi è andato lentamente scemando il vento forte, così che il freddo giunto in quota ha lentamente cominciato a “depositarsi” al suolo anche nelle zone battute dal fohen. La sedimentazione del freddo al suolo è stato però in buona parte ostacolato durante tutta la settimana dalla frequente nuvolosità a copertura del cielo. Il freddo giunto infatti è stato “di buona qualità” ma, a differenza ad esempio dell’irruzione fredda di dicembre, ha faticato a depositarsi al suolo proprio per la mancanza di precipitazioni "serie".
Da segnalare infine come questa ondata di freddo abbia invece colpito in modo molto più incisivo vari paesi dell’Europa Continentale, con freddo e neve importanti ad esempio su Francia e Germania e con un’irruzione di freddo definita “storica” sul Regno Unito. In Italia invece da segnalare come tali configurazioni abbiano portato piogge molto abbondanti ed alcune nevicate anche al piano sul Centro Italia, creando problemi di esondazione ad alcuni fiumi importanti (ad es. l’Arno ed il Tevere).
 
Sulla nostra regione, a livello di precipitazioni, da lunedì sono lentamente tornate protagoniste le umide correnti atlantiche che hanno coperto il cielo ma che, fino a metà settimana, sono risultate troppo blande per poter garantire precipitazioni su tutta la Regione e si sono limitate ad alcune imbiancate con pochi centimetri di neve soprattutto sulla Lombardia  meridionale ed orientale. Così, lunedì una debole perturbazione ha portando alcune deboli nevicate sulle province meridionali della Regione con accumuli entro 1-2 cm sulle province di Lodi, Cremona e Mantova e con punte fino a 5 cm nella provincia di Pavia. Martedì notte poi una seconda perturbazione ha raggiunto nuovamente la parte meridionale ed orientale della nostra provincia, portando ancora nevicate con accumuli modesti: 1-3 cm sulle province di Pavia, Brescia, Lodi e Cremona fino ai 4-6 cm sulla provincia di Mantova. Mercoledì sera e nelle prime ore di giovedì poi si sono registrati brevi episodi di nevischio, pioggia mista a neve e Graupel, stavolta un po’ più diffuse su tutta la regione; anche in questo caso però non si sono registrati accumuli significativi, fatta eccezione per le Orobie (segnalati fino a 5-10 cm in Val Brembana) e sulla medio-alta Valtellina (mediamente 2-3 cm).
 
Nel frattempo si è venuta a formare una vasta area depressionaria sul Mediterraneo occidentale. Da giovedì sera e poi nella giornata odierna tale saccatura avrebbe dovuto approfondirsi e dirigersi verso l'Italia centro-settentrionale, apportando precipitazioni abbondanti e diffuse che avrebbero finalmente permesso al freddo rimasto in quota di depositarsi al suolo, così da permettere il ritorno della neve anche in pianura un po’ su tutta la regione. Tale depressione invece ha presentato, ad ora, un minimo piuttosto basso e sta traslando più lentamente di quanto previsto, così che le precipitazioni abbondanti e la neve sono venute in buona parte a mancare.
 
Si sono così registrate deboli nevicate con pochi centimetri caduti su pavese centro-settentrionale mentre sul resto della regione le nevicate sono state altimetriche: nel lecchese, nel comasco e nel varesotto si sono accumulati alcuni centimetri oltre i 350-400 mt di quota. Altro discorso per l’estremo sud-ovest della nostra regione e zone confinanti, dove le precipitazioni più abbondanti e l’essere maggiormente riparate dai richiami meridionali hanno permesso di accumulare fino a 15-20 cm di neve, arrivando fino ad oltre 50 cm sull’appennino (ad esempio alla stazione CML Brallo di Pregola frazione Piani del Lesima a 1186m). Sul resto della regione invece solo pioggia, qualche “splatters” o brevi momenti di pioggia mista a neve.
 
E cosa ci riserva il futuro? Oggi pomeriggio fino a parte della prossima notte sono attese ancora delle precipitazioni così come per domani sera fino a domenica mattina, dove aria nuovamente più fredda in quota potrebbe sviluppare una temporanea situazione propizia a rovesci con nuovo possibile lieve calo del limite delle nevicate. Da domenica poi dovrebbe tornare un tempo tipicamente invernale. Ma visti gli ultimi accadimenti meglio non spingersi troppo oltre sulle possibili evoluzioni del tempo; per sapere quindi cosa accadrà vi consigliamo come sempre di seguire i commenti e gli aggiornamenti sul Forum, oltre che consultare gli aggiornamenti del nostro Bollettino di Previsione
 
Vi ringraziamo come sempre per l'attenzione, vi auguriamo un buon fine settimana, sperando quindi che i “fuochi d’artificio” di questo inizio d’anno possano continuare, regalandoci magari qualche “botto” così da permettere a questo inverno di continuare nel miglior modo possibile, anche nelle emozioni dei tanti meteoappassionati.
 
 
 
Giuseppe Aceti - Staff CML
 
 
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