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Centro Meteorologico Lombardo - Associazione Culturale per la ricerca sui microclimi della Lombardia
.: Venerdì 17 novembre 2017 
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DICEMBRE 2015: le mappe climatiche   Inserito il› 13/01/2016 22.12.23
2015
  
 
ALTA PRESSIONE, INVERSIONI E ASCIUTTO
 
 
Dopo novembre, anche dicembre 2015 verrà ricordato come uno tra i mesi più asciutti degli ultimi decenni dato che anche nel mese in questione sono del tutto mancate le grandi perturbazioni atlantiche, che di solito anche in questo periodo si sviluppano sul Mediterraneo, grazie alla discesa meridiana di impulsi freddi dal nord-atlantico.
 
Più in dettaglio, tutto dicembre 2015 ha visto la nostra regione, così come buona parte dell’Europa centro-meridionale, venire influenzata da una vasta e solida struttura anticiclonica (che frequentemente ha portato valori pressori molto elevati, mediamente oltre i 1030/1035 hPa), e che ha garantito per tutto il mese tempo stabile ed assenza di precipitazioni sul nostro territorio. Tale struttura anticiclonica infatti ha sempre sbarrato la via Mediterranea alle perturbazioni atlantiche, in tal modo costrette a scorrere sul Nord Europa dove sono risultate a volte molto intense e dove hanno provocato alcuni danni.
 
Il tutto è da ascriversi al fatto che, per tutto il mese, il Vortice Polare è risultato quanto mai compatto e vigoroso, e non ha permesso colate di aria artica verso le basse latitudini; contemporaneamente, si è assistito all’innalzamento dalla fascia di alta pressione subtropicale fino ad interessare buona parte dell'Europa centro-meridionale. Sul nostro territorio, tale situazione sinottica si tradotta, in pianura, in una sequenza quasi ininterrotta di giornate grigie, umide e nebbiose, soprattutto nelle ore più fredde della giornata. Tale quadro barico è purtroppo risultato estremamente favorevole alla concentrazione di elevate quantità di agenti inquinanti nell’atmosfera, schiacciati nei bassi strati dall'inversione termica, e che così favorito livelli di inquinamento particolarmente preoccupanti per tutto il mese. Dalla fascia collinare, e soprattutto in montagna, l'inversione termica portava il quadro meteorologico a mutare radicalmente rispetto al piano: frequenti giornate radiose e terse, con aria particolarmente secca e visibilità orizzontale eccezionale, in un quadro termico eccezionalmente mite per il periodo, con uno zero termico elevato e spesso risultato ben superiore ai 2500-3000 metri di quota. Eloquente in tal senso il grafico sottostante che, evidenziando gli scambi di calore in bassa troposfera (ad  850 hpa) mostra come, durante tutto il mese, si sia osservata uno scarto positivo dalle medie di riferimento, rispetto al trentennio 1981/2010, molto significativo (mediamente di +3,45 °C). Solo una manciata i giorni nei quali i valori termici in bassa troposfera sono risultati attorno alle medie di riferimento, mentre lunghi e frequenti sono risultati i periodi eccezionalmente miti, con uno scarto dalle medie di riferimento che si è spinto frequentemente oltre i +6/8 °C!
 
Più in dettaglio, la prima decade e la seconda decade del mese hanno visto tempo identico, con l’alta pressione che portava tempo spesso grigio e uggioso al piano e tempo molto mite e bello in quota.
 
La terza decade ha visto solo una fugace pausa nei giorni 21 e 24 quando un momentaneo ritiro dell'alta pressione ad ovest ha permesso l'attivazione di un debole flusso instabile da sud-ovest, che ha portato deboli locali precipitazioni sulla media e bassa pianura (le uniche precipitazioni del mese sul territorio), ma con accumuli alquanto modesti. Per il resto della decade, così come il giorno di Natale, tempo stabile, anche se nebbioso a tratti sulle pianure, mentre in montagna e sui colli il tempo si è mantenuto bello ed eccezionalmente mite per il periodo.
 
Purtroppo però, l’eccezionale perdurare dell’assenza di precipitazioni (che su buona parte del territorio andava avanti dalla fine di ottobre), ha fatto si che per tutto dicembre la neve risultasse assente in montagna, portando un paesaggio insolitamente marrone e brullo, diversi alberi in fiore; situazione che,  purtroppo, ha avuto ripercussioni in ambito turistico.
 
 
 
Dicembre 2015 - Temperatura ad 850 hPa e confronto vs media trentennale 1981-2010. FONTE: www.weather.uwyo.edu - Elaborazione di Bruno Grillini.
N.B. Il grafico mette in evidenza gli scambi di calore in bassa troposfera, con ripercussioni poi sulla temperatura media al suolo nel corso del mese.
 
 
 
 
TEMPERATURE
 
Dopo novembre, anche il mese di dicembre 2015 ha visto temperature globalmente ben oltre le medie trentennali 1961-1990 (medie trentennali riferite ai principali aeroporti Lombardi e ai dati di Meteosvizzera per la regione Elvetica). Lo scarto dei valori, sia minimi che massimi, risulta un po’ su tutto il territorio oscillare attorno +2/3 °C. Da sottolineare gli eccessi ancor più significativi registrati dalle stazioni di montagna, segnatamente nelle temperature massime, a seguito del lungo periodo anticiclonico con aria calda in quota. Le stazioni montane hanno visto un andamento diverso invece nei valori minimi, dove le stazioni poste in conca hanno beneficiato di qualche inversione termica in più, a differenza delle stazioni di vetta dove gli scarti dai valori attesi sono risultati ancor più estremi. Nei valori massimi invece, uno scarto inferiore rispetto al resto del territorio lo osserviamo solo sul Piacentino, a seguito dell’inversione termica e delle nebbie. 
 
 
 
 
Dicembre 2015 - Anomalia delle temperature minime e massime rispetto al trentennio 1961-'90. FONTE: dati del Servizio Meteorologico AM e di Meteosvizzera. Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
La carta climatica della distribuzione delle temperature minime di dicembre evidenzia valori di molto superiori a quanto atteso per il periodo in pianura (circa +2/3°C), mentre sulle Alpi lo scarto aumenta segnatamente nelle stazioni poste sulle vetta, come sulle Alpi Orientali in Trentino (con uno scarto che arriva ad essere di +5,5 °C). La distribuzione delle isoterme vede il fresco mattutino presente soprattutto sull’alta pianura, sulla pedemontana, su parte della fascia occidentale e delle vallate alpine e prealpine: aree che hanno visto più frequentemente notti serene che hanno quindi favorito l’irraggiamento notturno. Più miti le temperature in pianura, dove il cielo è spesso risultato grigio e coperto. 
Le zone più miti, con valori medi superiori ai 2/3 °C, le ritroviamo al piano su buona parte della pianura centrale e meridionale, su parte delle aree lacustri dei numerosi laghi Lombardi e su alcuni capoluoghi provinciali lombardi (Varese, Como, Lecco e Brescia), oltre che su parte dell’area urbana e dell’hinterland Milanese (che ostacola particolarmente la discesa delle temperature e dove risulta molto accentuato l’effetto isola di calore). La zona urbana Milanese e l’hinterland a nord del capoluogo, parte delle aree lacustri del Lario (con le città di Como e Lecco) e parte dell’area lacustre Gardesana occidentale sono risultate le più miti in Lombardia, con le isoterme che hanno superato i 4/5 °C. 
Le temperature più fresche (con temperature al di sotto di 1/2 °C) le troviamo su buona parte dell’alta pianura, della vallate alpine, prealpine ed appenniniche e su alcune zone della fascia occidentale del territorio; localmente, sul versante meridionale della Valtellina, le isoterme medie mensili sono risultate ben inferiori agli 0 °C (inferiori ai -5 °C nella zona più fredda del versante Orobico valtellinese, in una fascia compresa tra Ardenno e Sondrio). I dettagli della realtà microclimatica valtellinese sulle temperature minime li possiamo apprezzare meglio nella cartina specifica che, zoomando sulla Valtellina, ci mostra il dettaglio delle temperature minime di questo "gioiello microclimatico" che, essendo disposta trasversalmente al sistema alpino, presenta in inverno un versante completamente in ombra per tutto il giorno. Netto quindi lo scarto tra il fondovalle Orobico (dove vi è un consistente deposito di brina, assenza del soleggiamento diurno e aria fredda che vi rimane imprigionata) ed il versante Retico, molto più mite in quanto "baciato" per molte ore dal sole; lo scarto nei valori minimi tra i 2 versanti arriva a sfiorare i 10 °C!
 
 
 
 
Dicembre 2015 - Media delle temperature minime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
 
Dicembre 2015 - Media delle temperature minime: dettaglio della media e bassa Valtellina, su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
Il campo termico dei valori massimi del mese di dicembre ci mostra condizioni climatiche con temperature generalmente di molto superiori rispetto a quanto normalmente osservato nel periodo in questione un po’ su tutta la regione, con uno scarto positivo di circa +2/3 °C; lo scarto si attenua, a seguito della maggiore inversione termica e del maggior numero di giornate nebbiose, sulla bassa pianura sul territorio emiliano (scarto di +1 °C) e si amplifica invece in montagna, arrivando sulle Alpi ad uno scarto di +4,5/6,5 °C a seguito del lungo periodo anticiclonico con aria calda in quota e tempo soleggiato e secco. 
La distribuzione delle temperature massime mostra, al contrario delle temperature minime, valori massimi più contenuti sull’area pianeggiante del territorio (pianura centrale e soprattutto meridionale); l’alta pressione ha spesso favorito su tali zone nebbie e cieli grigi (nubi diurne legate al sollevamento dello strato nebbioso al suolo), che hanno così limitato l’escursione termica diurna e portato valori massimi un po’ più contenuti. Al contrario, il bel tempo in regime anticiclonico ha favorito valori diurni particolarmente miti sulle pedemontane, in collina ed in montagna, con valori termici decisamente “caldi” per il periodo su buona parte delle colline e delle vallate alpine, prealpine ed appenniniche.
Le località più miti (con isoterme oltre i 10/11 °C) li ritroviamo su buona parte della fascia pedemontana e collinare esposte a sud (segnatamente la fascia centro-occidentale Lombarda, lungo la pedemontana del Varesotto e del Comasco fino a Lecco e, seppure in modo più ridotto, sui versanti retici della Valtellina), oltre che sulle aree lacustri; sulla fascia pedemontana e di alta pianura occidentale troviamo le zone più miti del territorio, dove si sono registrare isoterme medie oltre gli 11 °C.
Le aree più fresche (con isoterme inferiori a 7/8 °C) le ritroviamo su buona parte della medio-bassa pianura. Localmente su tali aree, segnatamente sulla fascia orientale, le isoterme non hanno superato i 7 °C. Caso a sé, anche per quanto riguarda le temperature massime, il versante Orobico Valtellinese che, completamente in ombra per tutto il giorno, ha visto località non superare i + 1/2 °C.
 
 
 
Dicembre 2015 - Media delle temperature massime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
 
PRECIPITAZIONI
 
La distribuzione delle piogge anche di questo mese, dopo che la stessa cosa era accaduta in novembre, è risultata unica, data la totale mancanza di piogge su gran parte della Lombardia! Nessuna perturbazione atlantica organizzata ha infatti interessato la nostra regione, e le uniche impronte piovose risalgono a dei fugaci ingressi freschi che ci ha interessato lunedì 21 e giovedì 24  dicembre; l'attivazione di un debole flusso instabile da sud-ovest in tali giornate ha portato deboli e isolate precipitazioni sulla media e bassa pianura, comunque con accumuli modesti (solo localmente sul Pavese hanno complessivamente superato di poco i 10 mm). Assenti, e con minimi accumuli legati a rugiada o brina, gli accumuli registrati sul resto del territorio.
Del tutto assente la neve sulle Alpi, con una situazione siccitosa che, protraendosi dalla fine di ottobre, ha portato risvolti negativi soprattutto nelle stazioni sciistiche!
 
 
 
Dicembre 2015  - Accumuli complessivi di precipitazioni registrate in Lombardia su base delle stazioni dalla rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
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