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FEBBRAIO 2014: mappe climatiche   Inserito il› 20/03/2014 14.58.02
2014
 
 
FEBBRAIO 2014: MITE E CON PRECIPITAZONI MOLTO ABBONDANTI
 
Febbraio 2014 ha mostrato i connotati classici di un mese “da mezza stagione” più che di un mese invernale, con clima relativamente mite (non si è registrata nessuna irruzione fredda vera e propria e in molte stazioni al piano non si è registrata alcuna giornata di gelo) e molte precipitazioni. Precipitazioni molto al di sopra di quanto normalmente atteso per il periodo (febbraio è normalmente uno dei mesi meno piovosi dell’anno),  a seguito delle numerose perturbazioni atlantiche, ben 14, che hanno interessato il nostro territorio nell’arco del mese. Le precipitazioni si sono presentate sia con connotati da mezza stagione (continue e prevalentemente deboli/moderate) ma anche sotto forma di rovesci e temporali (anche grandigeni). Sono mancate le precipitazioni di stampo invernale (non è mai nevicato in pianura); le nevicate sono invece risultate particolarmente abbondanti solo a quote di montagna.
 
In generale quindi, mese “monotono” e con un quadro sinottico sostanzialmente immutato per tutto il periodo, con il frequente alternarsi di perturbazioni atlantiche "in serie" (e quindi di  precipitazioni) a brevi momentanei cunei anticiclonici post-frontali, in un contesto globalmente mite; eloquente in tal senso il grafico sottostante che, evidenziando gli scambi di calore in bassa troposfera (ad  850 hpa) evidenzia chiaramente il repentino e frequente alternarsi di perturbazioni atlantiche (più fresche) a temporanei periodi più miti legati a promontori mobili di Alta Pressione.
 
Più in dettaglio, per tutta la prima decade, la depressione islandese, (il cui ampio centro di bassa pressione risultava posizionato sull’Oceano Atlantico al largo del Regno Unito) ha caratterizzato la circolazione su tutta l’Europa occidentale, dando così origine a minimi depressionari anche molto pronunciati (fino a 950 hPa) ed ha continuato ad inviare forti e umide correnti atlantiche su tutta Europa; perturbazioni atlantiche "in serie" quindi anche sul nostro territorio, con precipitazioni abbondanti, neve a quote di media montagna, con solo alcune brevi pause senza precipitazioni per anse anticicloniche “post-frontali”, il tutto in un contesto termico piuttosto mite
 
Anche nella seconda decade del mese il tempo sulla nostra regione ha continuato ad essere dominato da un flusso di correnti ondulate atlantiche con il conseguente alternarsi di perturbazioni piovose intervallate da qualche promontorio mobile di alta pressione, il tutto in un contesto mite e variabile. Neve a quote di media montagna con sul finire della decade il fenomeno della pioggia mista a sabbia rossa (e neve rossa in montagna) a causa dello sprofondamento di una delle celle di bassa pressione fino all'entroterra algerino.
 
L’ultima decade del mese è iniziata all’insegna di un debole promontorio di alta pressione un po’ più duraturo che, per 3 giorni, ha però portato le temperature su valori decisamente elevati per il periodo, complice l’effetto favonico soprattutto sulle aree occidentali del territorio (fino a 15°C/16°C al piano). Negli ultimi giorni del mese invece nuovi affondi della depressione Atlantica hanno riportato le precipitazioni , in un clima un po’ più fresco; il risultato è stato da una parte che la neve si è spinta fino a quote di bassa montagna e dall’altro che i maggiori contrasti al piano hanno favorito i primi temporali dell’anno (anche piuttosto diffusi, e talvolta grandigeni) in una stagione (quella invernale) nella quale solitamente i temporali risultano molto rari.  
 
 
 
 
  
Febbraio 2014 - Temperatura ad 850 hPa e confronto vs media trentennale 1981-2010.
FONTE:
www.weather.uwyo.edu - Elaborazione di Bruno Grillini.
N.B. Il grafico mette in evidenza gli scambi di calore in bassa troposfera, con ripercussioni poi sulla temperatura media al suolo nel corso del mese.
 
 
 
TEMPERATURE
 
 
Febbraio  2014 è stato caratterizzato da temperature al di sopra della media stagionale, tanto più sensibile se paragonato alle serie storiche più vecchie, quale ad esempio il trentennio 1961-90. Lo scarto positivo delle temperature minime, dell'ordine di 3 / 4°C riferito ai principali aeroporti lombardi, si spiega anche per questo mese nell'elevato numero di giornate con cielo coperto; leggermente più contenuto lo scarto delle temperature massime (1-2 °C lo scarto positivo)  per la presenza costante di afflussi di masse d'aria relativamente mite e mai fredda, di origine atlantica e/o mediterranea.
 
 
  
Febbraio 2014 - Anomalia delle temperature minime e massime rispetto al trentennio 1961-'90. FONTE: serie storica dati AM
Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
La carta climatica della distribuzione delle temperature minime di Febbraio evidenzia valori significativamente superiori a quanto normalmente atteso per il periodo su tutta la regione; questo sia per la mancanza di vere e proprie irruzioni fredde ma anche (e soprattutto) per via delle pochissime nottate serene, e quindi di un inesistente processo di raffreddamento radiativo al suolo.
La distribuzione delle isoterme risulta anche per questo mese freddo tutt'altro che invernale; si vede infatti chiaramente la totale assenza dell’effetto importante delle inversioni termiche delle zone pianeggianti in Pianura Padana, così che il “freddo” mattutino diventa prevalentemente altimetrico.
Al piano, la distribuzione delle temperature evidenzia un gradiente ovest ->est: si passa così dai 2/4 °C del Piemonte orientale e Lombardia occidentale ai 4/6 °C  della maggior parte dell’area di pianura centro-orientale. 
Le zone più miti, con valori medi di 6/7°C, le ritroviamo nell'isola di calore urbana di Milano (che ostacola particolarmente la discesa delle temperature) e di Brescia, oltre che su una piccola area lacustre sulla sponda occidentale del lago di Garda.
Le temperature più basse (con temperature attorno a 0 °C) le troviamo concentrate su una piccola area della valle del Ticino e, più in generale, dell’estremo angolo nord-occidentale del Varesotto,  su parte della media Valtellina e, nel confinante Svizzera, su Valle Maggia e Riviera.
 
 
  
Febbraio 2014 - Media delle temperature minime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
Il campo termico dei valori massimi del mese di Febbraio ci mostra condizioni climatiche più miti  rispetto a quanto normalmente osservato nel periodo in questione. La distribuzione delle temperature mostra un gradiente ovest -> est, con valori in lenta ascesa progredendo dal Piemonte orientale verso il Veneto. Il tempo frequentemente perturbato ha limitato l’effetto delle inversioni termiche e delle nebbie, che ancora in questo mese affliggono maggiormente la Bassa Pianura, così che la distribuzione delle isoterme assume un orientamento più simile a quello estivo.
Gli estremi più miti (con isoterme oltre gli 11/12 °C) li ritroviamo su una vasta area che, partendo dalla fascia di Pianura Orientale (parte del Cremonese, del Bresciano e tutto il Mantovano) si  spinge poi su Emilia ed in Veneto (dove le isoterme aumentano ulteriormente). Le aree con i valori più elevati in assoluto, con valori oltre i 12 °C, li ritroviamo su un’area piuttosto ampia tra la sponda meridionale del Lago di Garda e la pianura Veronese. Le frequenti perturbazioni atlantiche hanno richiamato per molti giorni nell’arco del mese correnti meridionali sul nostro territorio così che la fascia orientale, più direttamente esposta a tali correnti, ha subito maggiormente gli effetti miti di tali correnti.   
Le aree più fredde (con isoterme al di sotto dei 9 °C) le ritroviamo sulla fascia collinare dell’estremo nord-ovest regionale, su buona parte delle zone vallive (segnatamente delle valli più incassate, che hanno meglio intrappolato il freddo) e su buona parte della fascia appenninica.
 
 
Febbraio 2014 - Media delle temperature massime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini
 
 
 
PRECIPITAZIONI
 
La carta delle isoiete regionali evidenzia un quadro precipitativo con accumuli abbondanti su tutto il territorio, risultato delle numerose perturbazioni atlantiche (si sono infatti contate 14 perturbazioni atlantiche sull’Italia nell’arco del mese) che hanno interessato il nostro territorio per tutto il mese ed alle prime precipitazioni tipo convettivo. Quantitativi molto abbondanti sulla fascia occidentale del territorio (segnatamente medio-alta pianura) e su tutti i rilievi Prealpini.
Gli accumuli più significativi, oltre i 250 mm mensili, hanno interessato diverse parti del territorio: buona parte dei rilievi prealpini regionali (e sui rilievi confinanti Piemontesi e Veneti), parte del Ticino (Svizzera), un’ampia fascia estesa tra le province di Varese e quella di Como, ed alcune aree tra Milanese e Monza e Brianza. Localmente si superano i 300 mm mensili (fascia pedemontana a cavallo tra il Comasco occidentale e il Varesotto orientale, una piccola fascia a cavallo tra i rilievi prealpini Lecchesi e Bergamaschi e una piccola area della Val Sabbia sui rilievi Bresciani). Tutte queste aree di massimo precipitativo hanno risentito dell’orografia che ha favorito precipitazioni abbondanti per stau che accumula le precipitazioni sui primi contrafforti montuosi dei rilievi. 
Le aree con minori precipitazioni, con accumuli al di sotto dei 100 mm mensili, inglobano parte dell’Alta Valtellina e l’estremo lembo sud-orientale del territorio, che si spinge poi in Emilia.
 
 
 
Febbraio 2014  - Accumuli complessivi di precipitazioni registrate in Lombardia su base delle stazioni dalla rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
Protagoniste anche del mese di Febbraio le Alpi (ma anche buona parte delle Prealpi), che hanno goduto anche per questo mese di una nevosità davvero abbondante come non accadeva da diverse annate! Le nostre montagne, nonostante l'assenza di avvezioni di aria fredda, hanno beneficiato del passaggio delle numerose perturbazioni atlantiche, in un contesto di correnti meridionali.
L'accumulo nevoso ha seguito in genere le leggi dell'altimetria, pur con le note eccezioni dettate dall'esposizione dei versanti alle correnti umide: Madesimo si conferma la stazione alpina in assoluto più nevosa con ben 278 cm di neve in 28 giorni. Superano i 2 metri di neve mensile anche Fraciscio di Campodolcino (Valchiavenna) mentre più ad est supera i 2 metri di accumulo mensile il Passo del Tonale (BS). Piuttosto significativo nel mese l’accumulo nevoso anche a quote di bassa montagna della fascia occidentale del territorio, con diverse località che hanno superato i 30-40 cm di neve mensili.
 
 
 

Febbraio 2014 - Accumulo complessivo di neve in alcune delle nostre stazioni di montagna, suddivisione per fasce altimetriche. Elaborazione di Bruno Grillini.

 
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