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MAGGIO 2013: mappe climatiche   Inserito il› 21/06/2013 14.37.11
2013
 
 
 
MAGGIO 2013: abbondanti precipitazioni e freddo
 
 
Maggio 2013 è stato un mese sempre molto dinamico, spesso instabile, e con precipitazioni particolarmente abbondanti che sono spesso risultate di tipo convettivo, con rovesci e temporali frequenti. A livello termico il mese è risultato fresco, con un'ondata fredda particolarmente significativa sul finire del mese; tali condizioni climatiche hanno favorito alcune nevicate fino a quote di bassa montagna sul finire del mese, a pochi giorni dall’inizio dell’estate metereologica.
 
A livello sinottico, per tutto il mese l’Europa centrale ed il nostro territorio è stato meta di continue infiltrazioni di aria fresca atlantica o nord-europea data l’assenza di una salda figura di alta pressione nello scacchiere euro-mediterraneo.
 
Nella prima decade del mese, instabilità frequente spesso foriera di temporali o rovesci per la presenza  di un vortice depressionario (goccia fredda) posizionato in area Mediterranea in una situazione di “blocco” vista la presenza di un campo di alta pressione sull'Europa orientale. Ecco quindi frequente instabilità e spiccata variabilità, in un quadro termico  sostanzialmente in linea con quanto atteso per il periodo.
 
Anche la parte centrale del mese vede il continuo alternarsi di brevi occhiate di sole a tempo instabile e fasi perturbate, in particolare attorno a metà mese visto l'approfondirsi di un canale depressionario sul Mediterraneo centro-occidentale a causa di aria fredda in discesa dal Nord-Atlantico, che ha dato vita ad una fase perturbata persistente.
 
La terza decade del mese inizia col bel tempo, grazie ad una temporanea dorsale anticiclonica, ma il quadro barico su scala europea non era mutato così che sull'Europa centro-occidentale rimaneva una conca depressionaria; “conca” che veniva puntualmente alimentata da un nuovo nucleo in quota particolarmente freddo di matrice polare marittima in discesa dal Nord-Atlantico. Nuovo peggioramento del tempo quindi negli ultimi giorni del mese per l'ennesima perturbazione di questa primavera (la n. 12 del mese di maggio), con nuovi temporali localmente forti, spesso grandinigeni e perfino accompagnati da un tornado (che ha colpito Cavenago Brianza MB). Il freddo giunto in quota è risultato particolarmente marcato così che, quando è stato rovesciato al suolo durante le precipitazioni, ha riportato per alcuni giorni temperature tardo invernali sul nostro territorio, con nevicate diffuse a quote di bassa montagna. Il mese si chiude con rovesci e temporali un po’ meno intensi, con un graduale miglioramento del tempo ed un lento attenuarsi del freddo.
 
 
 
 
 
Maggio 2013 - Temperatura ad 850 hPa e confronto vs media 1981-2010 - FONTE: www.weather.uwyo.edu - Elaborazione di Bruno Grillini
N.B. Il grafico mette in evidenza gli scambi di calore in bassa troposfera, con ripercussioni poi sulla temperatura media al suolo nel corso del mese.
 
 
 
 
TEMPERATURE
 
La carta climatica della distribuzione delle temperature minime di Maggio evidenzia condizioni termiche più fredde rispetto a quanto normalmente osservato nel periodo in questione (vedi ad esempio i valori particolarmente freddi del giorno 26 Maggio), ed in particolare sui settori di Nord-Ovest dove lo scarto rispetto ai valori medi arriva a 4-5 °C rispetto al quinquennio 2005-2009 (fonte: stazioni rete CML, vedi l’Atlante del CML.). La distribuzione delle isoterme vede prevalentemente il freddo mattutino assume una componente altimetrica.
Al piano, la distribuzione delle temperature evidenzia un gradiente Nord-Ovest ->Sud-Est: si passa così da valori al di sotto dei 9-10 °C del Piemonte nord-orientale e Lombardia nord-occidentale ai 11/13 °C  della maggior parte dell’area di pianura.
Le zone più miti, con valori medi di 13/14°C, li ritroviamo nell’area urbana Milanese (che ostacola particolarmente la discesa delle temperature e dove risulta molto accentuato l’effetto isola di calore). Le zone con temperature minime comprese comunque miti, tra 12/13 °C, le troviamo sempre più frequentemente in pianura spostandosi verso sud-est; con le stesse isoterme anche piccole zone rivierasche delle aree lacustri, segnatamente di Lario e Garda. 
Le temperature più basse (con temperature tra 8/10 °C) le troviamo concentrate sulla fascia di Alta Pianura e Pedemontana occidentale e, più in generale, nelle valli di tutto il territorio regionale. Le aree più fredde in assoluto le troviamo nel Varesotto (Valganna e la Val Marchirolo) su parte della Val Brembana e su una piccola area della Val Seriana, con valori medi compresi tra 7/8 °C.
 
 
 
  
Maggio 2013 - Media delle temperature minime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
Il campo termico dei valori massimi del mese di Maggio ci mostra condizioni climatiche ben più fredde rispetto a quanto normalmente osservato nel periodo in questione, in particolare sui settori di Nord-Ovest dove lo scarto rispetto ai valori medi arriva a 4-6 °C rispetto al quinquennio 2005-2009 (fonte: stazioni rete CML, vedi l’Atlante del CML). Nel corso della seconda parte del mese si sono osservati giorni con temperature particolarmente fredde. La distribuzione delle temperature mostra un gradiente Nord-Nord/Ovest -> Sud-Sud/Est, con valori in lenta ascesa progredendo dall’Estremo angolo nord-occidentale del Varesotto confinante col Piemonte (oltre che sulla fascia pedemontana occidentale e sulle vallate prealpine e alpine in generale) alla bassa pianura centro-orientale che si spinge poi in Emilia. La distribuzione delle isoterme comincia ad assumere un orientamento più simile a quello estivo, con differenze in parte dettate dalle differenze negli accumuli pluviometrici del mese.
Gli estremi più miti (comunque freschi per il mese in questione, con isoterme comprese tra 22 e 23 °C) li ritroviamo su buona parte della fascia di bassa Pianura (dalla parte orientale della provincia Pavese fin su Veneto ed Emilia), con un’area dal mantovano meridionale che si estende poi in Emilia con valori anche superiori (tra 23 e 24 °C).
Le aree più fresche (con isoterme al di sotto dei 19 °C) corrispondono a buona parte del Nord-Ovest Regione, di parte delle aree lacustri e, più in generale, delle aree collinari e montuose (aree Prealpine, Alpine ed Appenniniche) e dei territori immediatamente prospicienti. In aree circoscritte delle zone sopra citate le isoterme arrivano ad essere comprese tra 18 e 19 °C.
 
 
 
Maggio 2013 - Media delle temperature massime in Lombardia su base delle stazioni della rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini
 
 
 
 
PRECIPITAZIONI
 
La carta delle isoiete regionali evidenzia un quadro precipitativo con accumuli abbondanti su buona parte del territorio, risultato delle numerose perturbazioni (si sono infatti contate 12 perturbazioni sull’Italia nell’arco del mese) che hanno interessato la nostra Regione nell’arco di tutto il mese;  particolarmente significative sono state le precipitazioni tipo convettivo. Quantitativi particolarmente abbondanti si sono osservati sulla fascia centro-orientale del territorio e sui rilievi prealpini e zone adiacenti; questo per via delle precipitazioni di tipo convettivo (con rovesci e temporali favoriti dall’orografia), ma anche per le perturbazioni atlantiche che hanno spesso attivato una level-guide da Sud-Ovest, con conseguenti fenomeni meno importanti sull’estrema fascia di pianura occidentale e fenomeni concentrati tra Lecchese e Bergamasco, e poi sul Bresciano.
 
Gli accumuli più significativi, oltre i 300 mm mensili, hanno interessato diverse parti del territorio: buona parte dei rilievi prealpini del nostro territorio e del Ticino (Svizzera), un’ampia fascia estesa tra il Milanese orientale e Cremonese occidentale che si spinge a nord abbracciando parte della provincia di Monza e Brianza e quasi tutta la provincia Lecchese; più a est, a macchia di leopardo alcune aree della provincia Bresciana e, in terra Trentina, delle Giudicarie. Localmente si superano anche i 400 mm mensili (sponda orientale del lago di Como, Valsassina, Orobie Bergamasche tra Val Brembana e Val Seriana)  con addirittura una ristretta area in Valsassina dove si sono superati i 500 mm/mensili. Tutte queste aree di massimo precipitativo hanno risentito dell’orografia che ha favorito rovesci e temporali di natura convettiva e, nel caso di precipitazioni più organizzate, dello stau che accumula le precipitazioni sui primi contrafforti montuosi dei rilievi. 
Le aree con minori precipitazioni, con accumuli al di sotto dei 100 mm mensili, inglobano parte della medio-bassa pianura occidentale, parte dell’Alta Valtellina e l’estremo lembo sud-orientale del territorio che si spinge poi in Emilia; su queste ultime aree si sono osservate zone che hanno accumulato meno di 50 mm mensili.
 
 
 
 
 
Maggio 2013 - Accumuli complessivi di precipitazioni registrate in Lombardia su base delle stazioni dalla rete CML - Elaborazione di Bruno Grillini.
 
 
 
 
 
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