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16 dicembre - Finalmente l'inverno sulla Lombardia Prima Pagina
Ascanio Luigi Scambiati   Letture› 41

Esempio di "sfondamento", lo scorso lunedì 10 dicembre, nei pressi delle Prealpi Luganesi, con la nuvolosità associata al muro del föhn che varca il crinale del Monte Generoso. Si distinguono chiaramente le virghe nevose sulle cime. Foto di Pietro Bossi.

La settimana che segnato l’ingresso della seconda decade di dicembre ha visto un generale cambio circolatorio sul comparto europeo ed italico. Dopo un esordio d’invernale in veste tardo autunno, con una prima decade di dicembre contrassegnata da temperature miti seppur in un contesto nebbioso in pianura, l’inverno ha fatto il suo esordio sul Vecchio Continente con un’irruzione di aria fredda di matrice artico-marittima. Nella giornata di lunedì la saccatura di aria fredda nel suo movimento dalla Scandinavia verso i Balcani ha sfiorato l’Italia. L’impatto dell’aria fredda contro la Catena Alpine ha generato un’iniziale fase caratterizzata da correnti favoniche, attive soprattutto sul comparto Alpino e Prealpino e localmente sulla Pianura Lombarda Occidentale. Il notevole getto in quota che ha accompagnato l’affondo freddo ha dato luogo ad un notevole episodio di “sfondamento” alpino, con il muro del föhn che è riuscito a varcare i crinali montuosi con fenomenologia, a carattere nevoso, che ha interessato diffusamente tutti i settori alpini confinali (20cm di neve a Livigno). Nelle aeree pedemontane e pianeggianti, specie sul comparto occidentale, come ovvia conseguenza termodinamica, si è registrato un aumento termico ed una sostanziale diminuzione dell’umidità relativa. Cessata la fase favonica il freddo ha iniziato a sedimentare nei bassi strati, accompagnando un graduale calo delle temperature che si sono riportate gradualmente su valori tipicamente invernali e lievemente al di sotto delle medie stagionali. Nel frattempo, la situazione sinottica sul comparto euro-atlantico è andata a modificarsi. Il promontorio anticiclonico sub-tropicale, la cui azione meridiana ha sostenuto il movimento verso sud del blocco di aria fredda, è andato ad isolare una cellula alto pressoria sulla Scandinavia, allo stesso tempo il Ciclone d’Islanda ha ripreso un certo vigore sul Nord-Atlantico, attivando nuovamente verso l’Europa un flusso zonale. Le correnti atlantiche nel loro naturale incedere verso Levante, trovandosi la strada sbarrata dall’anticiclone scandinavo sono state costrette a piegare verso Sud in direzione della Penisola Iberica indi verso il Mar Mediterraneo. Due ondulazioni pronunciate hanno portato alla formazione di minimi barici in movimento dal Mar delle Baleari verso il centro-Sud Italia, basse pressioni troppo basse di latitudine per poter provocare un guasto del tempo anche sulla nostra regione, dove, a parte il passaggio di nuvolosità compatta tra mercoledì e giovedì, si è potuto godere di tempo buono e prevalentemente soleggiato. Muovendosi verso Levante le basse pressioni hanno risucchiato dalla Croazia un’ulteriore dose di aria fredda la quale entrando dalla Porta della Bora, ha consolidato ulteriormente lo strato freddo nella medio-bassa troposfera, dando continuità ed enfatizzando la fase fredda invernale in atto, con le temperature che si sono portate decisamente sotto le medie stagionali, con minime abbondantemente sotto lo 0°C su tutta la regione. Nel corso della giornata di domenica un moderata perturbazione atlantica ha fatto il suo ingresso nel Mediterraneo Occidentale accompagnata da un cavo d'onda ciclonico in quota. Si è generata quindi un'area di bassa pressione tra Corsica e Arcipelago Toscano. Il flusso umido e mite associato, seppur con molta fatica, è riuscito a spingersi verso nord e scorrendo sopra lo strato freddo preesistente ha dato luogo, nella serata a deboli precipitazioni che hanno assunto carattere nevoso fino al piano. Tuttavia la posizione più meridionale del previsto del minimo di bassa pressione, non ha garantito una certa intensità al flusso umido sulla nostra regione, le precipitazioni quindi si sono rilevate piuttosto modeste con accumuli esigui o nulli. 

Lunedì 10 dicembre tempo buono e soleggiato su buona parte della regione, con aria limpida e tersa in pianura grazie alla correnti asciutte di föhn che hanno regalato una giornata più “marzolina” che “dicembrina”. Massime diffusamente tra i 14-15°C in tutta la pianura, tra 11/13°C sulle zone Pedemontane, il tutto condito da umidità relative molto basse, diffusamente al di sotto del 40%. Maltempo invece sulle Alpi confinali, con nevicate a tratti abbondanti (fino a 20cm) su Livignasco, Alta Valtellina e Valchiavenna. Ventilazione sostenuta su tutto il territorio regionale, con raffiche tra i 30-45km/h sulle zone di Pianura, fino a 50km/h nelle zone pedemontane ma con punte anche superiori nelle aeree collocate agli sbocchi vallivi.

Martedì 11 dicembre deciso miglioramento anche sul comparto alpino. Giornata con tempo stabile ampiamente soleggiato. Temperature che iniziano la loro discesa, con le massime che sulla pianura si assestano tra i 12/14°C (ancora comunque decisamente miti per il periodo), tra 10/12°C sulle pedemontane; minime intorno allo 0°C, con qualche punta negativa nelle aeree più fredde della Pianura. Freddo nelle vallate alpine con valori tra -3/-5°C.

Mercoledì 12 dicembre altra giornata stabile. Nuvolosità in aumento in serata ma senza fenomeni. Temperature in ulteriore diminuzione con minime diffusamente sotto lo 0°C, eccetto nei grandi centri urbani, con valori tra -1/-3°C, massime che si portano invece sotto i 10°C, con valori oscillanti tra 7/9°C su tutto il territorio regionale.

Giovedì 13 dicembre giornata contrassegnata dal transito di nuvolosità ma senza nessun fenomeno, nubi che però vanno ad influenzare il campo termico: minime in rialzo con valori tra 0/-1°C sulla Pianura, eccetto sul Mantovano dove la minore compattezza della nuvolosità, ha permesso cali più marcati con temperature oscillanti intorno ai -2°C, massime invece in ulteriore diminuzione tra 5/8°C.

Venerdì 14 dicembre giornata caratterizzata da ampio soleggiamento ma anche dall'ulteriore afflusso di aria fredda nei bassi strati. Infatti, nonostante i cieli sereni le temperature massime permangono stazionarie su valori del giorno precedente, mentre le minime calano di nuovo portandosi diffusamente sotto lo 0°C, con valori tra -2/-3°C.

Sabato 15 dicembre risveglio da inverno pieno, con minime che sono scese sotto lo 0°C su tutto il territorio regionale, ad eccezione delle zone più centrali dei grandi centri urbani, con valori per latro di tutto rispetto, tra -3/-5°C in Pianura, fino a -6/-7°C sulle zone pedemontane. Giornata comunque ancora all'insegna di tanto sole ma ciononostante la massime hanno subito una nuova diminuzione con valori generalmente compresi tra 4/6°C.

Domenica 16 dicembre giornata iniziata con un aumento delle nuvolosità che fin da subito si è fatta compatta anche se non si sono registrati fenomeni significativi associati. Domenica decisamente fredda, con minime che hanno continuato a permanere negative, con valori tra -1/-2°C ma con punte fino a -3°C sul Mantovano e massime che, complice anche la nuvolosità, si sono assestate sotto i 4°C su tutte le zone di Pianura. In serata lo scorrimento di un debole flusso umido ah dato luogo a precipitazioni nevose tra Pavese, Lodigiano e Cremonese ma, stante la debole intensità delle precipitazioni gli accumuli si sono rilevati esigui o nulli. 

  Ascanio Luigi Scambiati 

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