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Notizie dal Vortice Polare - Stagione 2008/2009 - Aggiornamento del 27/01/09   Inserito il› 27/01/2009 22.04.56
L'imponente Strawarming che ci ha "fatto compagnia" nei giorni scorsi sulle mappe di previsione si sta attualmente verificando, rispettando in pieno tutte le proiezioni. Il picco massimo di aumento termico è stato raggiunto dai 10hPa in su; nei prossimi 2 giorni sarà il turno delle quote stratosferiche intermedie, mentre tra 4/5 giorni toccherà alla bassa Stratosfera (100hPa).

La completa distruzione del VPS sulla sua sede originaria (Il polo geografico) ha prodotto uno split immediato e brusco a tutte le quote. Ecco qualche mappa di previsione a 60 ore:











Come spesso ho ricordato negli articoli precedenti, bisogna considerare e immaginare il VPS come una grande massa gelatinosa estesa per molti chilometri in altezza con sede sull'area polare. Dalle seguenti due immagini si nota la proiezioni in tre dimensioni del Vortice Polare, la prima riferita prima del CRACK stratosferico, la seconda riferita a due giorni fa, in pieno Major Warming:





Sulla seconda immagine si nota l'intrusione imponente delle alte pressioni (macchie nere) in sede polare alle alte quote stratosferiche con "brandelli" del VPS lanciati  a spasso per le medie latitudini.
Il "Big One", come una dinamite, si nota come si va ad estendere progressivamente dall'alto al basso segando in due il VPS anche alle medie quote della Stratosfera imponendo un'inversione completa dei venti zonali.

L'irruenza di tutta la dinamica in questione andrà ad influenzare tutta la colonna atmosferica fino al suolo. Fra 4/5 giorni il Major Warming raggiungerà il suo picco di massima intensità ai bassi livelli Stratosferici:







Dalla seguente immagine si nota la progressione dello Stratwarming lungo la colonna atmosferica. Notare l'immenso fondoscala dell'aumento termico, non a caso stiamo parlando del Major Warming più forte di sempre da quando si hanno rilevazioni.



Come detto poco fa, anche la Troposfera subirà gli effetti di questa evoluzione assai rara. L'indice AO è previsto in picchiata verso il basso, sintomo inequivocabile della genesi di un'alta pressione in sede polare con dislocamento verso latitudini più meridionali dei due lobi del Vortice Polare:



Il "martello pneumatico" arriverà quindi fino al suolo....partendo da 1 hPa, quasi 50.000 metri di quota !!!!

Ecco le previsioni di alcuni modelli per i prossimi giorni; notare a livello emisferico la genesi della cellula di alta pressione sul Polo con la rotazione oraria - anzichè antioraria - dei due lobi del VP:





Un'evoluzione del genere, considerando l'asse dello split e la posizione iniziale dei due lobi del VP, porterà sicuramente l'Europa ad essere il bersaglio di alcune discese di aria gelida artica e siberiana, masse d'aria strettamente collegate con il lobo siberiano del Vortice Polare ben visibile dalle due mappe postate sopra.

Ad oggi possiamo anche iniziare a fare qualche stima sull'estensione di tali ondate fredde.

Dunque, considerando in Troposfera l'azione antizonale figlia del MMW non dovrebbe avere la forza di spingere il lobo siberiano del VPS oltre il 50° parallelo, si può ipotizzare il posizionamento dello stesso tra la Russia occidentale e la Scandinavia con valori termici estremamente bassi (circa -30°C a 850hPa) i quali dovrebbero portare, in loco, temperature fino ai -45/-50°C al livello del suolo. Scendendo di latitudine il tutto tenderà a smorzarsi progressivamente...anche se ricordo che questa è una stima a livello generale, in quanto le "sciabolate" fredde potranno essere più di una e potranno protrarsi nel tempo almeno fino alla prima metà di Febbraio. Insomma tutto è da prendere con le dovute cautele in quanto la dinamicità regnerà sovrana.

A questo punto bisognerà osservare con costanza tutte le proiezioni dei modelli matematici, in quanto per stabilire gli effetti al livello del suolo di questo MMW si dovranno considerare alcune variabili "impazzite" quali minimi depressionari o piccole celle di alta pressione, due figure bariche che, entrambe, decideranno le sorti per l'Europa centrale e meridionale per quanto riguarda la possibilità di un estensione o meno del gelo a latitudini più basse sul vecchio continente.

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