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4 marzo - Neve a più riprese in Lombardia   Inserito il› 04/03/2018 17.47.10
Domeninca 4 marzo 2018 - ore 19:00 
 
 

Sabato 3 marzo - Dopo l'irruzione di aria artica iniziata domenica scorsa una serie di impulsi di aria umida debolmente perturbati hanno attraversato la Lombardia scorrendo al di sopra del cuscino di aria gelida intrappolata nel catino padano provocando nevicate da deboli a moderate fino a quote di pianura tra le giornate di giovedi 1 marzo e sabato 3 marzo. Una coda invernale che ha imbiancato i nostri territori come non era accaduto nei mesi invernali. Lomellina innevata nei pressi di Garlasco (Pv), immagine by Roberto Paparella.

  

Buona giornata a tutti i meteoappassionati e ben ritrovati con una nuova edizione della "Prima Pagina"

E' stata una settimana che rimarrà negli annali della meteorologia lombarda quella che si sta concludendo oggi caratterizzata una serie di nevicate che hanno imbiancato praticamente tutta la regione precedute da un'imponente irruzione di aria artico-continentale che ha fatto registrare temperature estremamente rigide per la terza decade di ottobre.

Le irruzioni di aria gelida dalle lontane steppe siberiane, nonostante i media le caratterizzino come eventi "epocali", sono fenomeni che hanno una certa ricorrenza periodica alle nostre latitudini e spesso avvengono nella parte finale della stagione invernale allorchè si hanno retrogressioni di masse d'aria che hanno stazionato a lungo sulle aride pianure russo-siberiane a seguito di una destrutturazione del vortice polare artico. Tali masse d'aria sono caratterizzate da temperature estremamente fredde nei bassi strati avendo "riposato" per molte settimane su suoli innevati e con il freddo schiacciato al suolo dall'azione del potente anticiclone russo-siberiano che staziona abitualmente nella stagione fredda in quelle lande inospitali.

Tali irruzioni sono quindi garanzia per le nostre zone di temperature estremamente rigide e se accoppiate a scorrimenti umidi, le nevicate sono quasi sempre cosa certa. Di fatto è ciò che è successo in questa settimana.

Come avevamo scritto nella precedente edizione, dalla giornata di domenica scorsa 25 febbraio intensi venti orientali hanno iniziato a soffiare in Pianura Padana entrando dalla porta della Bora, unico spiraglio possibile essendo la nostra pianura circondata da montagne molto elevate su tre lati, provocando una forte diminuzione delle temperature che già dalla serata erano praticamente sottozero ovunque.
L'afflusso di aria gelida è proseguito anche per le due giornate seguenti di lunedì 26 e martedì 27; le temperature hanno raggiunto il picco più basso tra martedì e mercoledì mattina quando in pianura si sono registrati valori compresi tra -7°C e -10°C, tra -12C e -18°C tra i 1000 ed i 1500 metri e oltre i -25°C al di sopra dei 2500 metri.
Anche le temperature massime hanno risentito delle caratteristiche della massa d'aria giunta in Pianura Padana tuttavia la radiazione solare di fine febbraio, ben più intensa di quella di gennaio o dicembre, ha limitato in parte il raffreddamento diurno. Si sono registrati pertanto valori leggermente positivi fino a +1/+2°C in pianura.

L'afflusso di aria artica ha anche provocato delle deboli nevicate asciutte e molto leggere nelle notti tra domenica e lunedì e tra lunedì e martedì soprattutto sulle zone pedemontane e prealpine con accumuli generalmente non superiori a 5-6cm per effetto stau ovvero il sollevamento forzato di masse d'aria leggermente umide a causa dell'orografia locale.

A partire da giovedì sono invece iniziate ad affluire masse d'aria più tiepide e soprattutto più umide dai quadranti sud-occidentali che se da un lato hanno iniziato ad innalzare le temperature, dapprima in quota e poi pian piano anche in pianura, dall'altro hanno prodotto nevicate diffuse seppur abbastanza deboli con accumuli giornalieri non superiori a 6-10cm. Inoltre come detto poc'anzi la radiazione solare di fine inverno non ha consentito ai fiocchi, che pur cadevano nelle ore di luce con temperature sottozero, di attecchire facilmente limitando di fatto i disagi sulle strade e soltanto nottetempo gli accumuli nevosi sono stati possibili. Discorso diverso su prati, tetti e vegetazione che hanno accolto i fiocchi con accumuli via via crescenti.
Tra giovedì 1 marzo e sabato 3 marzo si sono succeduti tre impulsi umidi con temperature crescenti ma che hanno consentito la caduta di neve in pianura praticamente fin quasi all'ultimo; soltanto alla fine del terzo episodio, nella giornata di sabato, la neve si è localmente trasformata in pioggia o in pioggia mista a neve. Le zone che hanno ricevuto accumuli maggiori sono state quelle più meridionali e al confine con l'Emilia dove alla fine della tre giorni nevosa si sono raggiunti fino a 20/25cm di accumulo nevoso.

Con la giornata di oggi, domenica 4 marzo, un temporaneo promontorio anticiclonico ha di fatto chiuso la parentesi nevosa facendo riapparire il sole su tutta la regione con temperature in rialzo ovunque fino 10-12°C sulle zone dei laghi e nel fondovalle valtellinese, mentre in pianura, complice il ristagno di nebbie e nubi basse, le temperature non hanno superato i 3-5°C 

Per la nuova settimana ci attendiamo nuovi passaggi umidi con associate precipitazioni che nella prima parte della settimana manterranno una quota neve ancora piuttosto bassa, generalmente posizionata tra 500 e 1000 metri; col passare dei giorni le temperature dovrebbero alzarsi gradualmente e le precipitazioni risultare nevose solo a quote di media montagna.

Per tutte le notizie riguardo al tempo previsto nei prossimi giorni potrete consultare gli aggiornamenti quotidiani del nostro Bollettino di Previsione, oltre alle brevi analisi, gli approfondimenti e le curiosità didattiche sulla nostra pagina ufficiale Facebook.
 
L'appuntamento con la nuova edizione della Prima Pagina è invece per il prossimo fine settimana. 


                                                                                                              Livio Perego - Staff CML
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